Spalletti: "Mi torna in mente quel comunicato del Torino"
L'allenatore della Juve poi parla anche a Dazn: "Intanto si dà un abbraccio al tifoso all’ospedale: da parte mia, dei calciatori e della società. Poi per forza mi torna in mente quella comunicazione che ho sentito, vietare il bianconero in un settore dello stadio mi sembra una decisione assurda, per gli sforzi che stiamo facendo per creare presupposti migliori e un calcio sempre più forte. Sentire che viene vietato a dei bambini di mettere una sciarpa mi sembra strano e assurdo: se i colori diventano un limite, non sono i colori il problema, sono altre cose. Questa cosa la dobbiamo combattere, far sì che non possono succedere certe situazioni. Poi è chiaro che c’è la partita, il derby e si passa sopra tutto. Ma una società (in generale, non di calcio) che vive di violenza non ha futuro. Questa cosa uscita ieri è antipatica da sentirsi dire, e se succedono queste cose ci dispiace: siamo tutti vicini al letto del nostro tifosi, così come tutti andando via dallo stadio e hanno fatto bene perché bisogna essere solidali a non farsi male nelle partite di calcio, è un altro il clima che bisogna vivere. Quando vengono a giocare nello stadio da noi… Bisogna comportarsi bene, lanciare segnali e si vorrebbe facessero altrettanto quando si va a giocare da altre parti". Sulla partita: "È stata difficile, perché alla fine del primo tempo tutti hanno saputo che eravamo fuori dalla Champions e parlavano di quello e basta: tu cerchi di rimetterla a posto… Bravo anche il Torino a reagire, noi abbiamo fatto una discreta partita, la potevamo chiudere perché avevamo avuto le situazioni per giocare meglio. Venuto fuori un pari che dobbiamo per forza portare a casa e analizzare".
Spalletti e il futuro Juve
Spalletti poi parla del futuro: "Posto le basi per il futuro? La vedo così da un punto di vista di dialogo e di commentare il calcio, si commenta il percorso e non si fa la fotografia di un momento o non si tira fuori una statistica ad arte per crearci un titolo. Queste cose creano tensione, difficoltà, creano un disturbo: noi abbiamo sempre lavorato nella maniera corretta. Questi calciatori hanno fatto vedere un bellissimo calcio per lunghi tratti del campionato, poi sbagliata qualche partita dove non si è portato a casa il risultato ma la partita è stata fatta, in altre partite non si è fatta neanche la prestazione e si è pagato dazio e quello ci penalizza. Ha parlato il direttore generale della squadra (particolare come il tecnico bianconero non chiami Comolli per nome ndr) e ha detto che andremo a costruire una squadra competitiva: quinti o sesti cambia poco su quelle che sono le nostre intenzioni. Noi siamo quasi il club con più tifosi al mondo, per cui dobbiamo avere le capacità e la forza di creare i presupposti per lottare contro chiunque, ce lo impone il numero di tifosi che abbiamo, l’amore che c’è in giro per l’Italia quando ci muoviamo col nostro pullman".
