Tra minacce e solidarietà, "Uno di noi è in fin di vita": così gli ultras hanno bloccato Toro-Juve

Situazione surreale quella vissuta ieri prima del fischio d'inizio del Derby della Mole: tutti i retroscena

La paura, l’angoscia. La violenza. E anche un’attesa surreale, dopo. Gli scontri tra tifoserie fuori dallo stadio, poi tra polizia e tifosi della Juventus. Con le voci più preoccupanti che iniziano a diffondersi quando le due squadre sono in campo per il riscaldamento, dopo le 20. Indiscrezioni su un tifoso della Juventus in fin di vita. E cominciavano così anche le minacce di invasione di campo da parte dei tifosi bianconeri nel settore ospiti, seduti sulle paratie che delimitano gli spalti dal campo. Intanto all’ospedale delle Molinette cercavano di salvare quel tifoso bianconero: operato alla testa dall’equipe del professor Garbossa, la dottoressa Vincitorio di neurochirurgia e il dottor Rivera, anestesista. E le informazioni che poi cominciavano a diffondersi, a ora tarda, parlavano di una frattura molto seria ed estesa della teca cranica con grave contusione cerebrale.

Tifoso operato: cos'è successo a Torino

Ma forse ce la fa, forse i medici sono davvero riusciti a salvargli la vita. Forse. Con l’operazione è stata rimossa la calotta cranica per ridurre l’edema cerebrale da trauma. Il ferito, in condizioni gravissime, è stato poi trasportato in prognosi riservata in rianimazione, sempre alle Molinette. Le cause? Le voci, pur senza certezze ufficiali, a tarda sera, parlavano della possibilità di uno o più colpi ricevuti da distanza ridotta, forse da un oggetto contundente. Stando alle ultime ricostruzioni (non ufficiali) potrebbe essersi trattato di una bottiglia lanciata da un tifoso bianconero in direzione delle forze dell’ordine. Prima, erano anche girate voci su un possibile lacrimogeno della polizia: anche qui voci di curva… Mentre cominciano a venir diffusi su testate giornalistiche online video sugli scontri, anche sulle manganellate della polizia.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Toro-Juve: match in un clima surreale

Mancava meno di mezz’ora alle 20 e 45 quando l’ad bianconero Comolli, a Sky, commentava per primo l’incidente capitato al tifoso della Juve: «È molto triste. Siamo preoccupati per quello che sta succedendo, mi hanno riferito che alcuni tifosi sono all’ospedale, non sappiamo ancora bene cosa sia successo, dopo la partita andrò a trovarli». Intanto il capitano della Juventus, Locatelli, con al fianco i compagni, stava già parlando con le decine e decine di tifosi bianconeri seduti sulle paratie che danno sul campo. «Uno di noi è in fin di vita, non dovete giocare. Se la partita comincia, invadiamo il campo». Il succo, insomma, era questo.

E da quel momento iniziava una attesa lunghissima, in un clima surreale, senza informazioni certe, con voci, smentite e minime conferme che continuavano a sovrapporsi. Passavano i minuti, i giocatori delle due squadre erano intanto tornati negli spogliatoi. E da lì non uscivano più. La preoccupazione si diffondeva progressivamente.

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Juve, la gara posticipata e una situazione tesa

Per evitare l’invasione dei tifosi juventini, la partita veniva sospesa formalmente per sicurezza. Sugli altri campi (Milano, Verona, Cremona e Lecce) non si cominciava a giocare per mantenere il principio di contemporaneità. Ma poi là si iniziava, dopo circa 7 minuti di attesa, non avendo certezze sul possibile inizio del gioco a Torino. E il maxischermo qui aggiornava i risultati, mentre gli altoparlanti continuavano a diffondere musiche… L’obiettivo era non alimentare la tensione. Dopo le 21, più volte, le tv cominciavano a comunicare che quel tifoso era fuori pericolo. All’ispettore di Lega veniva espressa la volontà delle squadre di giocare… Iniziava forse una sorta di “trattativa” in curva per tranquillizzare i tifosi della Juventus? Si allargava l’ipotesi, mentre il settore ospiti si svuotava.

I tifosi granata in Maratona avevano già da tempo ritirato gli striscioni per rispetto, nonché lasciato libero il cuore della curva. Veniva comunicato che la partita sarebbe cominciata alle 21 e 45. Intanto un parziale blackout metteva fuori uso diversi riflettori, a rendere il tutto ancor più surreale. Ulteriori ritardi. E l’inizio della partita. Perché sarebbe dovuta essere soltanto una partita.

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La paura, l’angoscia. La violenza. E anche un’attesa surreale, dopo. Gli scontri tra tifoserie fuori dallo stadio, poi tra polizia e tifosi della Juventus. Con le voci più preoccupanti che iniziano a diffondersi quando le due squadre sono in campo per il riscaldamento, dopo le 20. Indiscrezioni su un tifoso della Juventus in fin di vita. E cominciavano così anche le minacce di invasione di campo da parte dei tifosi bianconeri nel settore ospiti, seduti sulle paratie che delimitano gli spalti dal campo. Intanto all’ospedale delle Molinette cercavano di salvare quel tifoso bianconero: operato alla testa dall’equipe del professor Garbossa, la dottoressa Vincitorio di neurochirurgia e il dottor Rivera, anestesista. E le informazioni che poi cominciavano a diffondersi, a ora tarda, parlavano di una frattura molto seria ed estesa della teca cranica con grave contusione cerebrale.

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Ma forse ce la fa, forse i medici sono davvero riusciti a salvargli la vita. Forse. Con l’operazione è stata rimossa la calotta cranica per ridurre l’edema cerebrale da trauma. Il ferito, in condizioni gravissime, è stato poi trasportato in prognosi riservata in rianimazione, sempre alle Molinette. Le cause? Le voci, pur senza certezze ufficiali, a tarda sera, parlavano della possibilità di uno o più colpi ricevuti da distanza ridotta, forse da un oggetto contundente. Stando alle ultime ricostruzioni (non ufficiali) potrebbe essersi trattato di una bottiglia lanciata da un tifoso bianconero in direzione delle forze dell’ordine. Prima, erano anche girate voci su un possibile lacrimogeno della polizia: anche qui voci di curva… Mentre cominciano a venir diffusi su testate giornalistiche online video sugli scontri, anche sulle manganellate della polizia.

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