La paura, l’angoscia. La violenza. E anche un’attesa surreale, dopo. Gli scontri tra tifoserie fuori dallo stadio, poi tra polizia e tifosi della Juventus. Con le voci più preoccupanti che iniziano a diffondersi quando le due squadre sono in campo per il riscaldamento, dopo le 20. Indiscrezioni su un tifoso della Juventus in fin di vita. E cominciavano così anche le minacce di invasione di campo da parte dei tifosi bianconeri nel settore ospiti, seduti sulle paratie che delimitano gli spalti dal campo. Intanto all’ospedale delle Molinette cercavano di salvare quel tifoso bianconero: operato alla testa dall’equipe del professor Garbossa, la dottoressa Vincitorio di neurochirurgia e il dottor Rivera, anestesista. E le informazioni che poi cominciavano a diffondersi, a ora tarda, parlavano di una frattura molto seria ed estesa della teca cranica con grave contusione cerebrale.

Tifoso operato: cos'è successo a Torino
Ma forse ce la fa, forse i medici sono davvero riusciti a salvargli la vita. Forse. Con l’operazione è stata rimossa la calotta cranica per ridurre l’edema cerebrale da trauma. Il ferito, in condizioni gravissime, è stato poi trasportato in prognosi riservata in rianimazione, sempre alle Molinette. Le cause? Le voci, pur senza certezze ufficiali, a tarda sera, parlavano della possibilità di uno o più colpi ricevuti da distanza ridotta, forse da un oggetto contundente. Stando alle ultime ricostruzioni (non ufficiali) potrebbe essersi trattato di una bottiglia lanciata da un tifoso bianconero in direzione delle forze dell’ordine. Prima, erano anche girate voci su un possibile lacrimogeno della polizia: anche qui voci di curva… Mentre cominciano a venir diffusi su testate giornalistiche online video sugli scontri, anche sulle manganellate della polizia.
