Pareggio di bilancio Juventus entro il 2028: obiettivo realistico?
Comolli ha fissato il pareggio di bilancio entro il 2028. Pensa che questa timeline sia realistica? «In realtà l’ad ha parlato di “break-even”, e probabilmente intende un pareggio entro il 2028 prima di pagare gli interessi passivi. Che tradotto vuol dire che sei ancora in perdita. Il budget della Juventus prevedeva il raggiungimento degli ottavi di Champions. Non avendolo centrato è chiaro che abbiano spostato la scadenza. Ma sì, credo che possano raggiungerlo».
L’ad ha spento sul nascere l’ipotesi di un nuovo aumento di capitale da parte della proprietà. Ci aiuta a fare chiarezza? «Partiamo dal presupposto che la Juve, essendo quotata in borsa, è sempre stata prudente su questo fronte. La regola della casa è di escludere l’ipotesi dell’aumento di capitale fino a quando non è essenziale. Quindi prima di dare per assodato che non lo faranno ci penserei bene. Tutto dipenderà dalle perdite stagionali e se queste saranno più alte o basse dell’anno scorso. In ogni caso, l’aumento di capitale garantisce liquidità ma non aumenta i ricavi e non ti avvicina al break even. A che servono più soldi se tanto non puoi spenderli perché sei concentrato a ridurre i costi?».
È in corso una trattativa con l’UEFA per le passate violazioni del Fair Play Finanziario. Che tipo di sanzione dobbiamo aspettarci? «Una sanzione di qualche milione, o magari una serie di restrizioni sul mercato, della serie: “prima le cessioni e poi gli acquisti”. Ma si tratta di sanzioni che non cambierebbero granché le strategie del club: il mercato va finanziato con le cessioni per avvicinarsi al pareggio di bilancio. E questo a prescindere che glielo dica l’Uefa o meno».
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