Yildiz, tempesta alle spalle. La Juve in continuo contatto con la Turchia

Dalle lacrime ai Mondiale, il dieci bianconero riparte. L’infortunio che gli ha impedito di giocare il derby non preoccupa

La sua ultima immagine bianconera di questa stagione è la più triste possibile. Seduto in panchina e sconsolato all’Allianz Stadium, col volto coperto di lacrime, dopo aver perso il treno che lo avrebbe dovuto portare in Champions League. Combattuto tra le mille responsabilità che si sente addosso per l’importanza che il mondo Juve gli ha riconosciuto in questi mesi. Kenan Yildiz non ha poi nemmeno potuto prendere parte all’ultima partita con la Juve nel derby contro il Toro: Spalletti ha preferito lasciarlo tranquillo per i Mondiali. Anche perché gli esami al J Medical avevano individuato un’infiammazione da tenere d’occhio. Yildiz ha comunque seguito la squadra anche nell’ultima fatica di campionato per stare vicino ai compagni, cercando di non abbandonarli nonostante la Champions League fosse già ampiamente compromessa. Ora, però, il cielo sopra Kenan è tornato sereno.

Ora i Mondiali

Fisicamente sta meglio, andrà gestito da Vincenzo Montella almeno fino all’inizio dei Mondiali, ma le condizioni del giocatore sono in netto miglioramento. Anche l’umore ne risente positivamente: nei giorni del ritorno a casa ha cenato con l’amico di sempre Can Uzun e ha pure riabbracciato i parenti. Brevissima tappa in Germania, nella sua Ratisbona, poi il volo verso Istanbul, quartier generale della Nazionale di Vincenzo Montella. Lo staff medico della Juve è in contatto quotidiano sia col giocatore che coi colleghi turchi: a Torino sono giunte rassicurazioni importanti sulle condizioni del numero 10. Ed è un buon segno. Un ottimo messaggio anche in vista dell’esordio contro l’Australia del 14 giugno: sarà la sua prima partita ai Mondiali e vuole esserci a tutti i costi da titolare, non solo per uno spezzone di partita. E soprattutto pretende di vivere il sogno con la Turchia nelle migliori condizioni psicofisiche possibili, anche per lasciarsi alle spalle il primo semestre di 2026 molto complesso. Reso complicato non solo dai saliscendi della Juve, ma anche da una tendinopatia che ha messo a dura prova la tenuta del suo ginocchio. I numeri sintetizzano la tendenza di Yildiz: solo 4 gol realizzati da gennaio. Tutti in campionato. Nessuno con la Turchia e neppure tra Champions League e Coppa Italia. Ecco perché il Mondiale diventa una vetrina, un modo per lasciarsi alle spalle i dolori di un’annata avara di soddisfazioni.

Rinnovo e simbolo Juve

Eppure a febbraio ha firmato un rinnovo fino al 2030 con la Juve che rappresenta un messaggio al mondo intero sul suo attuale status: è un top player, un giocatore da quasi 7 milioni di euro l’anno, il simbolo più brillante dell’intera Serie A. Un tesoro bianconero, a tutti gli effetti. Ma non è neppure in vetrina, considerate le frasi spese per lui da Damien Comolli non più tardi di martedì: «Vendere Yildiz? No. Yildiz resta. Kenan è il presente e il futuro della Juve, il vice capitano, è importantissimo per noi. Mi ha detto che la Juve è il suo amore, me lo ha detto persino dopo la sconfitta con la Fiorentina, ha voglia di lottare per questa maglia e riportare la Juve in alto». Attestato di stima, ma anche responsabilità crescenti per il turco. Ora focalizzato solo sui Mondiali: lunedì giocherà l’amichevole contro la Macedonia del Nord (probabilmente solo uno spezzone per precauzione), poi il 7 altro test contro il Venezuela, prima della missione da completare ai Mondiali. Australia, Paraguay e Stati Uniti sulla strada di Yildiz. Più sereno e tranquillo, dopo giorni devastanti immerso nella tempesta di casa Juve.

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