Il ricordo più forte è quello di Luciano Spalletti: “Avevo 26 anni quando rimasi immobile e attonito davanti alla TV, come altri milioni di persone nel mondo. All’inizio non era facile comprendere ciò che stava accadendo ma più passavano i minuti e più le immagini e le parole raccontarono la tragedia che era in corso. Non sapevo che quelle immagini non sarebbero mai più uscite dalla mia testa. In questi 41 anni di cose ne sono state fatte, molto è cambiato in termini di sicurezza, la violenza negli stadi è diminuita. Ma il lavoro da fare è ancora tanto e continuare a commemorare è un dover per il ricordo di chi perse la vita quella dannata sera, ma è anche necessario perché non dobbiamo mai abbassare la guardia, non dobbiamo mai smettere di combattere contro chi vuole toglierci la felicità del calcio per far spazio alla violenza”. Quarantuno anni dopo la strage dell’Heysel, la memoria resta viva e viene alimentata dai tanti eventi che si sono svolti ieri.
Parla anche l'ad Liverpool
In mattinata, il Liverpool ha inaugurato ad Anfield il monumento “Forever Bound” – “Per sempre uniti” -. Sostituisce la targa che era situata sulla tribuna “Sir Kenny Dalglish” ed è posizionato in uno spazio più visibile e accessibile per la riflessione e il ricordo, su richiesta dei tifosi Reds, secondo quanto riporta il comunicato ufficiale del club inglese. Sul monumento è presente la scritta “In memoria e amicizia” e sotto a questa sono rappresentate due sciarpe intrecciate, quelle di Juventus e Liverpool; seguono i nomi delle 39 vittime. Per l’occasione è intervenuto l’amministratore delegato del Liverpool, Billy Hogan: “È un privilegio svelare oggi ‘Forever Bound’ a nome di tutti i membri del Liverpool Football Club. Siamo onorati di dare il benvenuto ai nostri amici della Juventus ad Anfield oggi e siamo uniti in solidarietà e memoria dei 39 tifosi che hanno tragicamente perso la vita all’Heysel. Questo è un momento per tutti noi per fermarci e riflettere e impegnarci ancora una volta per garantire che la loro memoria continui a vivere”.
Rush: "Ricordo che non svanisce"
Ian Rush ha aggiunto: “Oggi è un momento profondamente commovente. È difficile credere che siano trascorsi più di 40 anni, ma il ricordo di quel giorno non svanisce mai”. In rappresentanza della Juventus erano presenti Sergio Brio e Peter Silverstone, Chief Business Officer del club bianconero. Un paio d’ore più tardi, questa volta a Torino, si è svolta la commemorazione organizzata da Juventus presso il memoriale Verso Altrove, inaugurato l’anno scorso all’interno dell’area della Continassa, poco distante dall’Allianz Stadium. Presenti i massimi vertici della società, rappresentanti delle istituzioni cittadine, familiari delle vittime e alcuni tifosi.
Particolarmente d’impatto la lettura dei 39 nomi, strumento ulteriore per imprimere con forza il ricordo, ancorarlo, per fare in modo che non svanisca. Sempre in mattinata, questa volta a Bruxelles, allo stadio Re Baldovino – l’ex Heysel -, c’è stata la visita del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e poi quella di una delegazione di tifosi bianconeri che ogni anno si recano sul luogo della strage. Alle 18, presso la Piazzetta Vittime dell’Heysel, si è svolta l’inaugurazione di un Monumento “a ricordo dei nostri 39 angeli”. Un enorme cuore, lì dove è custodita la memoria. A margine dell’evento, i tanti tifosi presenti hanno intonato un coro per Marco Basoccu. Infine, in serata la Mole Antonelliana si è illuminata con la scritta “+39. Rispetto”, messaggio chiaro della città.
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