Pagina 1 | Tornano dai prestiti e si giocano il futuro Juve: c'è chi ha le caratteristiche che cerca Spalletti

Daniele Rugani riscopre ritmi antichi, quelli lenti e riflessivi lungo il Cammino di Santiago: un percorso interiore, prima ancora che epidermico. Un modo, non banale, per ritrovarsi e per restare a contatto con i ritmi della vita abbandonando, almeno un poco, la dimensione ovattata da calciatore. Una parentesi, ovvio, prima di rituffarsi nella prosaicamente dorata realtà e prima che il cammino, professionale questa volta, lo riporti in territorio bianconero.

 

 

Il prestito alla Fiorentina, infatti, si è concluso senza la concretizzazione del riscatto legato a presenze che, chissà se e quanto casualmente, non sono state raggiunte. L’obbligo sarebbe scattato in base a due parametri contestuali: la salvezza della Fiorentina in Serie A e almeno cinque presenze da titolare o comunque della durata minima di 45 minuti ciascuna. La cifra del riscatto era fissata a 2,5 milioni di euro che, invece, la Fiorentina ha risparmiato per Rugani che, di conseguenza, rientrerà alla Continassa. Il difensore, infatti, è legato fino al giugno 2028 alla Juventus che dunque dovrà decrittarne il futuro per le prossime due stagioni.

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Rugani-Juventus, il nodo contratto e le difficoltà di mercato

Ovviamente risulta oltremodo complesso procedere a un altro prestito quando si è in presenza di un contratto che andrà a scadenza tra due anni. E la complessità aumenta ulteriormente in considerazione dell’ingaggio non banale che percepisce: 1,8 milioni netti che, a quasi 32 anni, lo pongono fuori mercato per molti club italiani di fascia media e per quelli dei campionati sotto il livello top. Messe insieme tutte queste valutazioni, non è da escludere che per “muovere” Rugani il club bianconero dovrebbe in qualche modo perfino partecipare alla compensazione dell’ingaggio, almeno a quello di partenza: non una banalità. Ecco, dunque, che dalle parti della Continassa si sta facendo strada l’idea di mantenere nei ranghi il difensore. L’ipotesi ha una doppia motivazione: quella economica, a cui si è accennato, ma pure quella tecnica e “burocratica”. L’ex empolese, infatti, potrebbe tornare utile nella prospettiva di compilazione delle liste per la partecipazione all’Europa League, soprattutto nell’ottica di una cessione di Federico Gatti che metterebbe la Juve nella necessità di cercare un altro italiano per la lista Uefa. Ovviamente Rugani risponde a questa caratteristica e, di più, ha il valore aggiunto di provenire dal settore giovanile e quindi, la sua permanenza consentirebbe al club di dirottare le risorse sulla ricerca di un difensore di prima fascia non necessariamente italiano.

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Perché Rugani può restare alla Juventus: motivi tecnici e leadership

Dal punto di vista tecnico, ovviamente Rugani non potrebbe rappresentare un rientro di prima fascia per Spalletti, ma sarebbe in grado di costituire un’alternativa nelle sfide di Europa League in cui si affronteranno avversari di seconda e terza fascia, garantendo così la possibilità di un turnover in ottica campionato. Uno dei problemi di questa competizione, infatti, è legato alla necessità di una rosa adeguatamente lunga ed equilibrata che consenta di ammortizzare la difficoltà di giocare al giovedì e, spesso, con trasferte per nulla agevoli dal punto di vista logistico. C’è chi, infine, ha ricordato come Rugani sia l’ultimo reduce di quella vecchia guardia che ha conosciuto il ciclo vincente e che, dunque, "sa come si fa" per mantenere quell’atteggiamento mentale. Uno, insomma, che potrebbe servire al tecnico dentro lo spogliatoio, anche per la sua correttezza nel riuscire sempre a riconoscere le gerarchie di campo senza sgomitare oltre il lecito e senza spargere zizzania. Le valutazioni, insomma, sono in corso e il cammino di Rugani, almeno quello professionale, è ancora da definire.

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Douglas Luiz ha una speranza: regista per Spalletti

E alla fine anche Douglas Luiz Soares de Paulo, in arte Douglas Luiz, ritorna a Torino. Dicono che questo epilogo non lo riempia di gioia, ma è un fatto che neppure l’Aston Villa (dove pure si affermò in Premier League fino a diventarne capitano) abbia deciso di procedere al suo riscatto. E quindi niente: torna in quella Juventus che nell’estate del 2024 lo aveva prelevato dai Villans per la tutt’altro che banale cifra di 50 milioni di euro. Inevitabile che sbarcasse a Torino scortato da grandi aspettative oltre che dal glamour innescato dalla relazione sentimentale con Alisha Lehmann, ormai appartenente al passato. Ecco, ora Torino ricorderà a Douglas Luiz pure la fine di un amore da copertina e, con ogni probabilità, finirà per incupirlo ancor più di quanto già non lo sia stato nella sua prima avventura in bianconero.

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Douglas Luiz e il flop alla Juventus

Quando lo zavorrarono anche gli infortuni, conseguenza del cambio di preparazione e, raccontano, di una attitudine non precisamente fervente verso certi carichi di lavoro. La sintesi di quella tribolata stagione racconta di sole 19 presenze senza che nessuna di esse sia stata impreziosita da un go o da un assist: una evidente difficoltà che ha indotto il club bianconero a girarlo in prestito prima al Nottingham Forest e, dopo un altro flop, ancora all’Aston Villa. E adesso? Adesso il brasiliano torna fresco di vittoria in Europa League, successo a cui ha contributo con 6 scampoli di partita, compresi i 5 minuti (recupero compreso) in finale. Un successo che, comunque, non sembra scaldare molto i quadri tecnici bianconeri: Spalletti e il suo entourage nutrono perplessità circa la rapidità di azione e di pensiero del centrocampista brasiliano che pure potrebbe, almeno in teoria, mettere a disposizione le caratteristiche geometriche e tecniche che mancano a questa Juventus.

Il futuro tra mercato e rilancio

Douglas Luiz ha un contratto fino al 2029 per un ingaggio di circa 5 milioni netti a stagione, tra i più importanti della futura rosa bianconera. Posto che, in questa fase storica, la Juventus valuta ogni proposta (Yilidz escluso) di acquisto per i suoi tesserati, è evidente che dopo due stagioni del genere non ci sia propriamente la fila per assicurarsi i servigi del giocatore in questione. E allora è molto probabile che cominci la preparazione agli ordini di Spalletti, con la speranza dei dirigenti che si invertano i fattori e che Douglas Luiz (ri)sbocci a nuova vita.

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Daniele Rugani riscopre ritmi antichi, quelli lenti e riflessivi lungo il Cammino di Santiago: un percorso interiore, prima ancora che epidermico. Un modo, non banale, per ritrovarsi e per restare a contatto con i ritmi della vita abbandonando, almeno un poco, la dimensione ovattata da calciatore. Una parentesi, ovvio, prima di rituffarsi nella prosaicamente dorata realtà e prima che il cammino, professionale questa volta, lo riporti in territorio bianconero.

 

 

Il prestito alla Fiorentina, infatti, si è concluso senza la concretizzazione del riscatto legato a presenze che, chissà se e quanto casualmente, non sono state raggiunte. L’obbligo sarebbe scattato in base a due parametri contestuali: la salvezza della Fiorentina in Serie A e almeno cinque presenze da titolare o comunque della durata minima di 45 minuti ciascuna. La cifra del riscatto era fissata a 2,5 milioni di euro che, invece, la Fiorentina ha risparmiato per Rugani che, di conseguenza, rientrerà alla Continassa. Il difensore, infatti, è legato fino al giugno 2028 alla Juventus che dunque dovrà decrittarne il futuro per le prossime due stagioni.

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