Daniele Rugani riscopre ritmi antichi, quelli lenti e riflessivi lungo il Cammino di Santiago: un percorso interiore, prima ancora che epidermico. Un modo, non banale, per ritrovarsi e per restare a contatto con i ritmi della vita abbandonando, almeno un poco, la dimensione ovattata da calciatore. Una parentesi, ovvio, prima di rituffarsi nella prosaicamente dorata realtà e prima che il cammino, professionale questa volta, lo riporti in territorio bianconero.
Il prestito alla Fiorentina, infatti, si è concluso senza la concretizzazione del riscatto legato a presenze che, chissà se e quanto casualmente, non sono state raggiunte. L’obbligo sarebbe scattato in base a due parametri contestuali: la salvezza della Fiorentina in Serie A e almeno cinque presenze da titolare o comunque della durata minima di 45 minuti ciascuna. La cifra del riscatto era fissata a 2,5 milioni di euro che, invece, la Fiorentina ha risparmiato per Rugani che, di conseguenza, rientrerà alla Continassa. Il difensore, infatti, è legato fino al giugno 2028 alla Juventus che dunque dovrà decrittarne il futuro per le prossime due stagioni.
