"Ho messo la Juve sopra il Bayern": Yildiz, lo stile e il desiderio, "ecco come voglio essere ricordato"

Il numero 10 si racconta: i suoi modi semplici, l'amore per il bianconero e la voglia di Mondiale con la Turchia

Kenan Yildiz, in campo e fuori. Dai lati più personali a quelli di campo, fino all'emozione del Mondiale: il punto fermo della Juve si è raccontato in una lunga intervista a GQ Turchia senza peli sulla lingua. Ovviamente diversi i passaggi a tinte bianconere: dall'emozione di indossare un numero iconico come il 10 allo stile che da sempre contraddistingue il club. Ma tanto si è parlato anche della Coppa del Mondo che si appresta a giocare con la Turchia di Vincenzo Montella e di cui sarà uno dei baluardi.

Juve e Turchia, Yildiz: "Neanche nei sogni..."

Oggi Yildiz veste la maglia numero 10 della Juventus ed è stato uno dei giocatori chiave per il ritorno al Mondiale della Turchia: se lo sarebbe mai immaginato? "Da bambino sognavo solo di diventare un calciatore famoso e di giocare a calcio ai massimi livelli. Ma la realtà che vivo oggi è ancora più bella dei miei sogni d’infanzia". A proposito del suo passato: nato Germania, scelto Nazionale turca e oggi rappresenta presente e futuro della Juve in Italia: "La Germania è il paese in cui sono nato e cresciuto, dove ho imparato la disciplina, l’ordine e l’etica del lavoro. La Turchia, invece, la porto nel cuore: è il paese di mio padre, la nazionale che ho scelto e la terra che mi fa sentire sempre apprezzato e mi dà un senso di appartenenza. L’Italia, e in particolare Torino, è il luogo in cui oggi sono maturato sia come persona che come calciatore. Oggi mi sento a casa in tutti e tre i paesi. Perché la mia famiglia mi è sempre vicina".

Il numero 10 bianconero

Il discorso si sposta principalmente sulla Juve. Kenan il numero 10 bianconero, che ha un peso culturale che va oltre il calcio. Cosa significa per lui quella maglia dal punto di vista personale? La risposta è chiara: "Il numero 10 alla Juventus non è una maglia qualsiasi. Lo capisci fin dal primo momento, perché conosci la storia del club e i giocatori che l’hanno indossata prima di te. Per me è un grande onore e una grande responsabilità. Onestamente, non voglio pensare continuamente al peso di quella maglia. Perché alla fine della giornata devo essere in campo, giocare il mio calcio e dare il mio contributo alla squadra. Ma allo stesso tempo sono consapevole di una cosa: quando indossi quella maglia, devi sempre dare qualcosa in più per il club, i tifosi e tutti coloro che credono in te".

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Dal Bayern alla Juventus: "L'ho fatto perché..."

Il passaggio chiave nello sviluppo della carriera di Yildiz è stato sicuramente il passaggio dalle giovanili del Bayern Monaco a quelle della Juve. Sui motivi della decisione spiega: "Quando ho scelto la Juventus, non è stata solo una decisione professionale. Si basava anche su un rapporto di fiducia. Ho sentito che questa squadra mi avrebbe offerto una visione forte. Il club mi vedeva davvero, credeva nel mio potenziale e mi offriva un percorso per crescere passo dopo passo. Una delle cose più importanti per un giovane calciatore è che le persone credano in te non solo nei momenti in cui giochi bene, ma durante tutto il tuo percorso di crescita. La Juventus mi ha trasmesso questa sensazione fin dal primo giorno. Ecco perché Torino e la Juventus occupano un posto molto speciale nella mia vita. Perché qui ho trovato il posto giusto dove poter crescere sia come calciatore che come persona".

Lo stile di Kenan

Il calcio di oggi non è certamente un mondo legato solo allo sport, ma anche cultura, musica e moda. Yildiz è così che descrive il suo stile fuori dal rettangolo di gioco: "In realtà sono una persona piuttosto semplice. Fuori dal campo preferisco una vita tranquilla, lontana dal clamore e normale. Mi piace vestirmi bene, ma cerco sempre di farlo in modo comodo e in linea con la mia personalità. In fin dei conti sono ancora un ragazzo “normale”: passare il tempo con la mia famiglia e i miei amici, ridere e divertirmi è molto importante per me. Anche nel mio stile cerco di rimanere fedele a me stesso e di apparire così come mi sento".

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Stile bianconero: "Non è solo cosa indossi, ma..."

Se si parla di stile, si parla di Juventus: da quello iconico di Gianni Agnelli fino ad Alex Del Piero. Quando a Yildiz viene chiesto se per lui lo stile è un modo per esprimersi, sicurezza di sé o è qualcosa di completamente diverso, spiega: "Per me lo stile è prima di tutto una forma di espressione personale. Non è solo una questione di cosa indossi, ma anche di come ti senti mentre lo indossi. Sia nel calcio che nella vita, la sicurezza deriva dal lavoro, dall’impegno e dall’equilibrio che si crea dentro di sé. Quando sei in pace con te stesso, questa sicurezza si riflette naturalmente anche fuori dal campo. La Juventus ha una cultura molto forte in questo senso: eleganza, carattere e rispetto per la tradizione. Anch’io cerco di viverla nella mia vita, senza esagerazioni e rimanendo fedele alla mia personalità".

Il sogno Mondiale

Non si può non parlare del prossimo Mondiale. La Turchia torna a giocarne uno dopo 24 anni, e Yildiz sarà uno dei punti di riferimento della squadra di Vincenzo Montella insieme a calciatori come Calhanoglu e Guler: "La Coppa del Mondo rappresenta per me la realizzazione di un sogno. Non solo mio, ma il sogno comune di tutta la squadra e dell’intero Paese. Il fatto che la Nazionale torni a partecipare alla Coppa del Mondo dopo tanti anni suscita in tutti noi un’emozione fortissima. Sentiamo la responsabilità di rappresentare un Paese, ma allo stesso tempo portiamo con noi l’energia dei nostri tifosi. Questa è per me una fonte di motivazione molto speciale. Voglio essere pronto, lavorare ogni giorno e fare tutto il possibile per la squadra. Non mi piace fare grandi promesse. Ma posso dire questo: parteciperemo con rispetto, grande passione e il desiderio di rendere orgoglioso il nostro Paese". Un Mondiale per cui Yildiz sceglie tre canzoni da cui essere accompagnato: "'Flouz kommt, Flouz geht', '6 Foot 7 Foot' e 'Last Breath'".

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"A fine carriera vorrei che la gente..."

Infine: quando tra qualche anno la gente guarderà indietro alla sua carriera, cosa vorrebbe che dicessero di Kenan Yildiz al di là del calcio? "Vorrei essere ricordato come un giocatore che ha dato tutto, sia in campo che fuori. Nel calcio i gol, le vittorie e i trofei sono ovviamente molto importanti. Ma per me il modo in cui vivi quel percorso è altrettanto prezioso. Rispetto, disciplina nel lavoro, famiglia e, nonostante tutto, i piedi per terra… Il mio desiderio più grande è costruire la mia storia. Non voglio essere solo qualcuno che viene paragonato agli altri, ma punto a lasciare un segno che mi appartenga davvero alla Juventus, alla Nazionale turca e alle persone che credono in me". Idee chiare, chiarissime, e tanti sogni ancora da voler realizzare, tra Turchia e Juve. Firmato, Kenan Yildiz.

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Kenan Yildiz, in campo e fuori. Dai lati più personali a quelli di campo, fino all'emozione del Mondiale: il punto fermo della Juve si è raccontato in una lunga intervista a GQ Turchia senza peli sulla lingua. Ovviamente diversi i passaggi a tinte bianconere: dall'emozione di indossare un numero iconico come il 10 allo stile che da sempre contraddistingue il club. Ma tanto si è parlato anche della Coppa del Mondo che si appresta a giocare con la Turchia di Vincenzo Montella e di cui sarà uno dei baluardi.

Juve e Turchia, Yildiz: "Neanche nei sogni..."

Oggi Yildiz veste la maglia numero 10 della Juventus ed è stato uno dei giocatori chiave per il ritorno al Mondiale della Turchia: se lo sarebbe mai immaginato? "Da bambino sognavo solo di diventare un calciatore famoso e di giocare a calcio ai massimi livelli. Ma la realtà che vivo oggi è ancora più bella dei miei sogni d’infanzia". A proposito del suo passato: nato Germania, scelto Nazionale turca e oggi rappresenta presente e futuro della Juve in Italia: "La Germania è il paese in cui sono nato e cresciuto, dove ho imparato la disciplina, l’ordine e l’etica del lavoro. La Turchia, invece, la porto nel cuore: è il paese di mio padre, la nazionale che ho scelto e la terra che mi fa sentire sempre apprezzato e mi dà un senso di appartenenza. L’Italia, e in particolare Torino, è il luogo in cui oggi sono maturato sia come persona che come calciatore. Oggi mi sento a casa in tutti e tre i paesi. Perché la mia famiglia mi è sempre vicina".

Il numero 10 bianconero

Il discorso si sposta principalmente sulla Juve. Kenan il numero 10 bianconero, che ha un peso culturale che va oltre il calcio. Cosa significa per lui quella maglia dal punto di vista personale? La risposta è chiara: "Il numero 10 alla Juventus non è una maglia qualsiasi. Lo capisci fin dal primo momento, perché conosci la storia del club e i giocatori che l’hanno indossata prima di te. Per me è un grande onore e una grande responsabilità. Onestamente, non voglio pensare continuamente al peso di quella maglia. Perché alla fine della giornata devo essere in campo, giocare il mio calcio e dare il mio contributo alla squadra. Ma allo stesso tempo sono consapevole di una cosa: quando indossi quella maglia, devi sempre dare qualcosa in più per il club, i tifosi e tutti coloro che credono in te".

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