Il contratto Arrivabene-Cherubini e gli infortuni
L'anatomia del fallimento parte inevitabilmente da chi quell'operazione la costruì. Il contratto confezionato dalla coppia Arrivabene-Cherubini si è trasformato nel tempo in una gabbia per il club. L'idea era quella di blindare il centravanti del futuro, assicurandosi uno dei bomber più promettenti del panorama europeo. Il risultato è stato un accordo che, anno dopo anno, ha aumentato il peso economico del giocatore senza che il suo valore tecnico e sportivo crescesse di pari passo. Anzi, il paradosso è stato proprio questo: mentre gli stipendi aumentavano, le prestazioni diventavano sempre più discontinue. La Juventus si è ritrovata così con un attaccante dal costo da top player assoluto ma dal rendimento ben lontano da quello delle grandi punte europee. Un errore di programmazione che ha finito per condizionare anche le strategie di mercato successive.
A rendere ancora più complicata l'esperienza torinese di Vlahovic ci hanno pensato i continui problemi fisici. Già nei primi anni in bianconero il serbo aveva mostrato una certa fragilità muscolare, ma è soprattutto nelle ultime stagioni che gli stop sono diventati un fattore determinante. Complessivamente ha saltato 52 partite a causa di problemi fisici. Particolarmente pesante si è rivelato il ko agli adduttori, un problema che lo ha accompagnato per mesi limitandone rendimento e continuità. Una situazione culminata poi con l'intervento chirurgico necessario per risolvere definitivamente il problema. L'operazione lo ha costretto a una lunga assenza dai campi, che hanno privato Spalletti del suo unico realizzatore, nonostante la sua incostanza.