Pagina 3 | Conti Juve, un mercato taglia e cuci: gli obiettivi di spesa e risparmio tra fondi Img e cessione top

In qualche modo, ricominciare. In tutti i modi, riuscirci. La Juve si è guardata allo specchio, in questi giorni di attesa. E l’ha capito, stavolta senz’appello: ha bisogno di un restyling, di cambiare, di rinnovarsi. Lo vuol fare, però senza fretta. Semmai, ecco, quest’ultima guiderà il fronte cessioni. L’obiettivo - dichiarato, ma internamente - è quello di recuperare 55 milioni di euro entro fine mese, e per un discorso puramente di cassa. Non è una necessità di plusvalenze (per quanto, una trentina di milioni potrebbero alleggerire quest’ultimo esercizio...), non è una richiesta dall’alto.

Fondi Img, torta da 300 milioni: una fetta alla Juve

È semplicemente ciò che si sono prefissati i dirigenti, in attesa di capire la porzione della torta sui fondi Img, i 300 milioni frutto di un’azione legale promossa dalla Lega Serie A, congelati addirittura dal 2019 e finalmente sbloccati. Arriveranno entro fine giugno e una porzione interessante riguarderà pure la Juventus, che intanto recupererà ossigeno e possibilità proprio da lì. Ci voleva. Anzi: non si vedeva l’ora, a Torino.

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Migliorare squadra...e conti

Perché quel tesoretto aiuterà a scendere più facilmente a patti con le proprie possibilità e con i relativi scopi. Il primo: dare una squadra in grado di fare la differenza a Luciano Spalletti. Il secondo: migliorare i conti, con l’obiettivo del pareggio di bilancio che resta in un angolo e con ogni probabilità sarà posticipato di un’altra stagione, dunque al 2027-2028. Il motivo è (tristemente) noto: sul prossimo esercizio di bilancio mancheranno gli introiti dell’ingresso in Champions League, per questo bisognerà rimettere tutto in equilibrio, fare attenzione al minimo dettaglio. Uno in particolare: considerati i paletti Uefa - la Juve resta in trattativa con Nyon per un accordo transattivo al fine di eliminare i deficit precedenti -, si è fatto obbligatorio presentare una lista di giocatori con costi inferiori rispetto a quelli dello scorso febbraio. Non c’è deroga. Anzi, non c’è altra strada. A Lucio è stato chiarito questo concetto, che non vuol dire ridimensionamento, ma sviluppo differente dello stesso mercato. Certo, si seguiranno le promesse e le premesse, ma non si potrà rinunciare a una grossa cessione.

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Sondare e farsi sondare dal mercato

L’unico modo per non restarne sorpresi è anticiparla, provare a sondare il mercato prima che il mercato sondi te. Tipo Bremer, le voci sull’addio, quei 50 milioni - e no, non necessariamente la clausola da 58 - per cui potrebbe partire e salutare la truppa bianconera. Darebbe una bella mano, sì. Come un grosso aiuto è già arrivato dal “no” di Vlahovic. I milioni risparmiati sono diventati intanto 40, nell’idea bianconera rinnovarlo avrebbe portato comunque un beneficio del 30-40% rispetto alla spesa sostenuta fino a questo punto. C’è invece un gruzzoletto, adesso. Da investire. Magari su Kolo oppure subito su Sorloth. Comunque per una punta, aspettando le cessioni e facendo poi il conto di tutto. Questo esercizio avrà 360 milioni di spese, considerando tutto. Tra un anno bisognerà ruotare intorno ai 320, e per farlo bisognerà sfruttare naturalmente la monetizzazione delle cessioni, in particolare dei giocatori che hanno un piccolo valore sul bilancio rispetto a quello che decreterebbe il mercato. L’altro è ridurre, tagliare, risparmiare. Pure nei settori invisibili, quelli che in campo non vanno e però sono parte integrante di una macchina da 538 dipendenti e svariati collaboratori.

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Sondare e farsi sondare dal mercato

L’unico modo per non restarne sorpresi è anticiparla, provare a sondare il mercato prima che il mercato sondi te. Tipo Bremer, le voci sull’addio, quei 50 milioni - e no, non necessariamente la clausola da 58 - per cui potrebbe partire e salutare la truppa bianconera. Darebbe una bella mano, sì. Come un grosso aiuto è già arrivato dal “no” di Vlahovic. I milioni risparmiati sono diventati intanto 40, nell’idea bianconera rinnovarlo avrebbe portato comunque un beneficio del 30-40% rispetto alla spesa sostenuta fino a questo punto. C’è invece un gruzzoletto, adesso. Da investire. Magari su Kolo oppure subito su Sorloth. Comunque per una punta, aspettando le cessioni e facendo poi il conto di tutto. Questo esercizio avrà 360 milioni di spese, considerando tutto. Tra un anno bisognerà ruotare intorno ai 320, e per farlo bisognerà sfruttare naturalmente la monetizzazione delle cessioni, in particolare dei giocatori che hanno un piccolo valore sul bilancio rispetto a quello che decreterebbe il mercato. L’altro è ridurre, tagliare, risparmiare. Pure nei settori invisibili, quelli che in campo non vanno e però sono parte integrante di una macchina da 538 dipendenti e svariati collaboratori.

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