Sondare e farsi sondare dal mercato
L’unico modo per non restarne sorpresi è anticiparla, provare a sondare il mercato prima che il mercato sondi te. Tipo Bremer, le voci sull’addio, quei 50 milioni - e no, non necessariamente la clausola da 58 - per cui potrebbe partire e salutare la truppa bianconera. Darebbe una bella mano, sì. Come un grosso aiuto è già arrivato dal “no” di Vlahovic. I milioni risparmiati sono diventati intanto 40, nell’idea bianconera rinnovarlo avrebbe portato comunque un beneficio del 30-40% rispetto alla spesa sostenuta fino a questo punto. C’è invece un gruzzoletto, adesso. Da investire. Magari su Kolo oppure subito su Sorloth. Comunque per una punta, aspettando le cessioni e facendo poi il conto di tutto. Questo esercizio avrà 360 milioni di spese, considerando tutto. Tra un anno bisognerà ruotare intorno ai 320, e per farlo bisognerà sfruttare naturalmente la monetizzazione delle cessioni, in particolare dei giocatori che hanno un piccolo valore sul bilancio rispetto a quello che decreterebbe il mercato. L’altro è ridurre, tagliare, risparmiare. Pure nei settori invisibili, quelli che in campo non vanno e però sono parte integrante di una macchina da 538 dipendenti e svariati collaboratori.

