La vicenda giudiziaria legata al filone d’indagine sul bilancio della Juventus al 30 giugno 2022 si conclude con l’archiviazione disposta dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma. Si chiude così uno dei capitoli nati dall’inchiesta “Prisma”, che negli ultimi anni ha coinvolto il club bianconero sul piano giudiziario e sportivo. La decisione arriva dopo la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura capitolina nell’ottobre 2025 e pone fine a un procedimento che vedeva coinvolti alcuni ex dirigenti e rappresentanti aziendali, ma non la società Juventus come soggetto indagato.
Caso bilancio archiviato: il comunicato della Juve
A rendere nota la conclusione del procedimento è stata la stessa Vecchia Signora attraverso una comunicazione ufficiale: "Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver appreso che il GIP presso il Tribunale di Roma ha disposto l’archiviazione del procedimento originatosi dalle indagini relative al bilancio al 30 giugno 2022". Il fascicolo rappresentava uno sviluppo dell’inchiesta “Prisma”, avviata nel 2021 dalla Procura di Torino (con il caso Santoriello a tenere banco) e successivamente trasferita per competenza a Roma. L’indagine principale aveva portato al patteggiamento, davanti al Tribunale capitolino, dell’ex presidente Andrea Agnelli, dell’ex vicepresidente Pavel Nedved e dell’ex dirigente Fabio Paratici. Sul versante sportivo, nel 2023 la Juventus era stata sanzionata con una penalizzazione di 10 punti in classifica e con l’esclusione dalle competizioni europee per una stagione da parte della UEFA: una stagione devastante per i bianconeri, con una sentenza dopo l'altra che continuava a rincorrere in classifica i risultati della squadra di Allegri.
Un filone mai contestato al club
L’esistenza di questo specifico filone investigativo era emersa il 6 dicembre 2023, quando la Juventus aveva informato il mercato di aver ricevuto una richiesta di acquisizione documentale relativa al bilancio chiuso al 30 giugno 2022. Anche questo procedimento era stato inizialmente seguito dalla Procura di Torino prima di confluire a Roma insieme agli altri atti dell’inchiesta “Prisma”. Fin dall’inizio, tuttavia, la società bianconera non figurava tra gli indagati. L’attenzione degli inquirenti era rivolta ad alcuni esponenti aziendali e agli stessi temi già affrontati nell’indagine principale, vale a dire le operazioni sulle cosiddette plusvalenze e le manovre legate agli stipendi dei calciatori. La Procura di Roma aveva chiesto l’archiviazione il 9 ottobre 2025, circostanza successivamente riportata dalla Juventus nella relazione semestrale al 31 dicembre dello stesso anno. Con il provvedimento del GIP arriva ora la chiusura definitiva del procedimento, che conclude uno degli ultimi fronti aperti collegati all’inchiesta “Prisma”.
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