TORINO - «Money, money, money», cantavano gli Abba nel lontano 1976, inneggiando al denaro quale bene indispensabile per potersi garantire un’esistenza agiata. Peccato che per Damien Comolli, la corsa all’oro, sia da intendere in tutt’altro modo. E cioè come grammatica della sopravvivenza. L’ad bianconero avrà a disposizione poco meno di un mese per risolvere l’equazione juventina e porre rimedio al disavanzo finanziario della mancata qualificazione alla Champions League. Come? Rassegnandosi a cedere un interprete in più sul mercato. A imporglielo è la nuova linea del mercato bianconero, votata al raggiungimento a stretto giro del break even e in cui saranno le uscite a finanziare i vari colpi di mercato in entrata.
Yildiz escluso, qualsiasi offerta verrà presa in considerazione
La sola partenza di Nico Gonzalez, infatti, non basta. Ne serve un’altra per raggiungere la quota dei 55 milioni entro e non oltre il 30 giugno. E guai a illudersi che l’altro indiziato possa essere Bremer. Almeno non prima di luglio, quando si attiverà - automaticamente - la clausola rescissoria da 58 milioni. Se non arriverà liquidità dai tanti esuberi che, nel giro delle prossime settimane, faranno rientro alla Continassa, o dai profili finiti fuori dai radar di Lucio (Koopmeiners, Gatti, Adzic…), la Juve dovrà rassegnarsi a cedere anzitempo uno degli asset portanti della rosa. Yildiz escluso, qualsiasi offerta verrà presa in considerazione. A cominciare da quelle che potrebbero arrivare per Khephren Thuram, che ha già respinto al mittente le avances di Galatasaray e Fenerbahce.
