Chi è Franco Mastantuono
Nato ad Azul il 14 agosto 2007, Franco Mastantuono è un talento di precocità. Già da bambino viene notato dal River Plate, che tenta di portarlo nel proprio settore giovanile. Dopo due anni di resistenza, alla fine il ragazzino cede e passa ai Los Millonarios. La crescita è fulminea. L'allenatore Demichelis lo fa esordire in prima squadra il 12 maggio 2024. Ad appena 16 anni, 5 mesi e 14 giorni diventa così il terzo più giovane debuttante della storia del River Plate. E poco più di dieci giorni dopo arriva anche il primo gol. Questa volta, il primato è tutto suo.
La classe è notevole, così come anche le spalle larghe. E tutto esce fuori il 28 aprile del 2025. Mastantuono decide il Superclasico contro il Boca Juniors con una punizione perfetta dai trenta metri che termina sotto l'incrocio. Sembrava promesso sposo al PSG, fresco vincitore della prima Champions League con Luis Enrique, invece alla fine ha la meglio il Real Madrid. Mastantuono lascia il River Plate dopo 64 partite, 10 gol e 7 assist. Arriva in Spagna per una cifra mostre: 63 milioni di euro tra clausola e commissioni. La prima stagione con i blancos si chiude con tre gol e un assist in 35 partite.
Predestinato nel segno di Alvarez... e Messi
"Mastantuono ha qualcosa che non si insegna: il talento naturale. È un predestinato", così dice di lui Martin Demichelis, l'allenatore che lo ha fatto esordire ancora minorenne. Il classe 2007 cresce nel River Plate come ala destra. Sinistro educato e preciso, dribbling fulmineo e personalità (spesso anche troppa per la sua età): per gli argentini è l'erede naturale di Julian Alvarez, che soltanto pochi mesi prima del suo esordio era volato a Manchester.
Gioca con la 30 sulle spalle, ma la classe e il talento sono quelli di un 10 puro. Un ballerino di tango prestato al mondo del calcio, che quando gioca incanta. E si innamorano tutti, anche Lionel Scaloni che lo porta in Nazionale. Lo accoglie Lionel Messi, l'idolo di sempre. Una stretta di mano e un abbraccio che sanciscono un ideale passaggio di consegne. Per l'Argentina è il talento del futuro, per il Real Madrid il perfetto 'rivale' di Lamine Yamal.
Tennista mancato e il 'paragone' con Sinner
Da bambino, Mastantuono si divideva tra un campo polveroso e uno in terra battuta. Prima il calcio, poi la racchetta e la pallina da tennis. Non per forza in quest'ordine. Il classe 2007 era un baby prodigio. "Franco da piccolo aveva già una personalità forte e una coordinazione impeccabile, giocava bene a qualunque sport", ha detto il primo maestro Ignacio Poblet a La Nacion. Poco meno di un anno fa, Mastro gioca con Federico Coria (best ranking 49 al mondo), ricevendo complimenti su complimenti.
Il ragazzino di Axul ha vissuto una parabola simile a quella di Jannik Sinner. Eccelleva in due sport, fino a dover scegliere. E, mai come in quel caso, l'incertezza era tanta. Franco in verità aveva scelto il tennis, rifiutando la prima chiamata del River Plate. Poi la sua famiglia lo ha spinto per il pallone di cuoio. E forse la scelta è stata quella giusta, vestendo finalmente la maglia dei Los Millonarios che non lo avevano mai perso di vista.