Aspetta una telefonata, Brahim Diaz. E si augura che il mittente sia José Mourinho, così da porre fine ai dubbi sul suo futuro. In realtà, ecco, di dubbi il marocchino non ne avrebbe proprio. Il desiderio è infatti quello di restare al Real Madrid, magari di prolungare il contratto in scadenza tra un anno, quindi di vedersi ancora tra i giocatori più determinanti in uno dei club più importanti al mondo. Per ora, però, aspetta. Si fa rassicurare - anche ieri non gli sono arrivate avvisaglie di separazione, anzi -, però allo stesso tempo vuole capire. Anche perché, nel dubbio, Brahim ha scelto di congelare ogni discorso alternativo alla permanenza a Madrid. In particolare quello allestito fino a qualche ora fa con la Juventus.
Juve alla finestra: la strategia per arrivare a Brahim Diaz
Diaz è stato chiaro con tutti: con la famiglia, e in primis con il papà che gli cura interessi di campo e non solo; con gli intermediari che l’han proposto in Italia, gli stessi tramite i quali era approdato al Milan; con il Real su tutti. Perché vuole evitare che qualsiasi equivoco possa mettere in pericolo il rapporto costruito in queste stagioni, durante le quali è stato ben più di un comprimario, certo un titolare aggiunto. Ecco: molto si gioca qui.
Se la considerazione di Mou dovesse somigliare a quella avuta dai suoi predecessori, a quel punto i bianconeri non avrebbero sostanzialmente più chance, se non quella di aprire il vaso delle alternative. Se invece la fiducia in Diaz dovesse vacillare - tornerà Nico Paz dal Como, Mastantuono è in partenza -, allora la Juventus potrebbe continaure a muoversi in questa zona grigia, di incertezze, che comunque resiste. Pure solo per volontà delle parti.
Alternativa Gudmundsson
Spalletti stringe i denti e soprattutto incrocia le dita: l’ex Milan è considerato l’uomo della ripartenza, quel giocatore tra le linee in grado di prendersi spazio e personalità. Tutte giuste. Come le giocate che fa. Non solo: a 27 anni, Brahim è nel pieno della maturità calcistica, e anche il modo con cui ha affrontato gli scossoni del Real hanno dimostrato quanto sia cresciuto rispetto all’esperienza italiana.
In più, il fattore 2027, la scadenza del contratto. Ciò che aveva intrigato più di tutti: a Madrid non avrebbero avuto tante pretese, ancor di più se dovessero decidere di separarsene presto per fare spazio al nuovo che avanza. Un pensiero che la Juve ora teme di dover fare: da Alisson a Bernardo Silva, il rischio è che sfumi pure Diaz. Un dieci vero, diversamente da Gudmundsson della Fiorentina. L’unica alternativa, però giusto così, su due piedi.
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