TORINO - Il tappo è saltato. E con lui l’illusione fugace di aver fatto tesoro degli errori passati, costruendo un’area manageriale solida, competente, pragmatica e duratura. Macché. Nella giornata di ieri, a un anno esatto dal suo insediamento nell’universo bianconero, Damien Comolli ha varcato i cancelli della Continassa per l’ultima volta. È solo questione di ore perché il club annunci con una nota ufficiale quanto partorito nella sala dei bottoni. Non sarà più lui l’amministratore delegato del club. La riunione straordinaria del cda juventino, in programma questa mattina, formalizzerà le dimissioni di Comolli e il passaggio di consegne con l’ormai ex ad del Sassuolo, Giovanni Carnevali. Più che una scossa d’assestamento, l’ennesima presa di coscienza di un fallimento gestionale. Troppa e insostenibile, ormai, la distanza tra le “strategie” teoriche di Comolli e le necessità pratiche di un club che, nelle prossime tre settimane, sarà chiamato ad appaltare le fondamenta strutturali del suo futuro. Nemmeno un anno fa - dicevamo - Comolli si è visto consegnare le chiavi della Juventus da John Elkann. Da lì gli acquisti sbagliati dell’ultima sessione estiva, i casting infiniti per la nomina del ds e, in generale, l’incapacità di costruire canali empatici e votati alla collaborazione con il resto delle figure dirigenziali e di campo.
Centralità di Spalletti nel progetto
Fino ad arrivare all’impasse nella formalizzazione delle cessioni e all’imbarazzo a seguito degli sviluppi sul fronte Alisson-Robertson. Le gocce che hanno fatto traboccare il vaso e obbligato la proprietà a ridisegnare l’area dirigenziale. Nessun dubbio, invece, sulla centralità di Spalletti nel progetto bianconero: il tecnico, nella serata di ieri, è stato contattato direttamente da John Elkann che ci ha tenuto a rassicurarlo, ad anticipargli la chiamata di Carnevali - che lo contatterà direttamente questa mattina - e a rinnovare il suo impegno nel fornirgli gli strumenti necessari per tirar fuori la Juve dalle sabbie mobili delle recenti gestioni. Della serie: «Punto su di te. La nuova stagione inizia oggi». Un confronto dal quale Lucio sarebbe uscito quantomai sollevato, dopo tre settimane di apnea. Non tanto perché temesse risvolti sul suo futuro. Ma perché avvertiva, più di chiunque altro, il peso del fallimento bianconero. La scelta di una figura come Carnevali, l’artefice della favola del Sassuolo, è tutto fuorché casuale.
