Pagina 2 | Da Scanavino a Giuntoli: dal 2022 solo "anni zero". Juve, ora un’altra rivoluzione dolorosa

TORINO - Poco più di due settimane fa, nella tavola rotonda appositamente convocata, Damien Comolli parlava così: «Come amministratore delegato, sento che un ciclo da tre a cinque anni sia l’ideale per fare una valutazione del lavoro di un Ceo, per esprimere un giudizio. Poi certo ci vogliono i risultati». Ecco, Comolli non solo non ha avuto tre o cinque anni per operare, ma addirittura ne ha avuto a disposizione uno solo: da giugno 2025 a queste ultime, convulse ore, è durato meno di Cristiano Giuntoli, che pur aveva un contratto quinquennale ma è rimasto in sella per appena due stagioni. Comunque più del dirigente francese, in una girandola di scrivanie che ben fotografa questi anni di instabilità all’interno del club bianconero. I tifosi si ritrovano dunque a commentare l’ennesimo “anno zero”: dopo aver fallito l’obiettivo minimo, la qualificazione in Champions League, la Juve si ritrova ad affrontare un’altra rivoluzione dolorosa, alla continua ricerca di una formula magica che resta, per ora, un miraggio.

Instabilità dirigenziale alla Juve: una rivoluzione continua

Da quando è finita l’era Andrea Agnelli, la proprietà ha provato a modificare continuamente i fattori e i risultati non sono cambiati: manca la continuità in queste porte perennemente girevoli alla Continassa. E un progetto divora l’altro, senza apparente soluzione di continuità: la scelta manageriale da sapore internazionale di Comolli sembrava lanciata verso una visione di alto livello calcistico ad ampio respiro e invece si è rivelata una nuova, ennesima scelta abiurata prima del tempo. Si parla di programmazione dirigenziale, ma anche tecnica: a ogni livello, un ribaltone via l’altro.

Maurizio Scanavino era stato individuato, a cavallo tra fine 2022 e inizio 2023, come l’uomo forte chiamato a guidare la transizione dalla gestione Agnelli al rinnovato consiglio di amministrazione, con Gianluca Ferrero presidente: Scanavino è rimasto in bianconero in un ruolo dirigenziale di rilievo di fatto per tre anni, fino alla naturale scadenza del mandato, ma in concreto aveva perso negli ultimi mesi un po’ di peso nelle decisioni e nelle gerarchie bianconere, proprio a favore di quel Comolli arrivato a giugno dell’anno scorso inizialmente con il ruolo di direttore generale e poi a novembre ufficialmente nominato ad.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Giuntoli e le scelte di mercato che hanno segnato il progetto Juve

L’altra scelta di campo durata meno del previsto è quella riguardante, appunto, Cristiano Giuntoli: uomo forte, uomo di calcio, fresco di scudetto con il Napoli e dall’indubbia competenza. Lui, Scanavino e Ferrero hanno avuto l’incontestabile merito di aver migliorato la situazione del bilancio, ma alla lunga Giuntoli - arrivato a Torino a luglio 2023 - ha pagato, oltre alla decisione sull’allenatore, le scelte di mercato che si sono rivelate un boomerang.

Giusto per fare due esempi, senza scendere troppo nei particolari, ma a titolo esplicativo: Koopmeiners in entrata e Huijsen in uscita. In ogni caso il dirigente toscano, rientrato ora in pista con l’ambizioso progetto Atalanta, è finito nel tritacarne di una Juve in costante ricerca di un’identità, anche per quanto riguarda la panchina.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Panchina Juve: da Thiago Motta a Spalletti, la ricerca della continuità

Una volta chiuso in maniera rocambolesca il rapporto con Allegri, il club bianconero, per volontà di Giuntoli, aveva puntato tutto su Thiago Motta: giovane, con idee di calcio moderne, fresco anche lui di successi con il Bologna. Sulla carta tutto perfetto, però poi Thiago è rimasto al comando per meno di una stagione intera prima di essere sostituito da Tudor: obiettivo Champions comunque raggiunto e conferma per il croato con l’arrivo di Comolli e il Mondiale per Club.

Ma il matrimonio è destinato a durare poco e a fine ottobre 2025 viene chiamato Spalletti per risolvere i problemi: l’auspicio dei tifosi bianconeri è adesso quello di riuscire finalmente a trovare continuità con Carnevali e il tecnico di Certaldo. Per non ritrovarsi di nuovo, tra qualche mese, di fronte a un altro, deprimente “anno zero”.

WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Giuntoli e le scelte di mercato che hanno segnato il progetto Juve

L’altra scelta di campo durata meno del previsto è quella riguardante, appunto, Cristiano Giuntoli: uomo forte, uomo di calcio, fresco di scudetto con il Napoli e dall’indubbia competenza. Lui, Scanavino e Ferrero hanno avuto l’incontestabile merito di aver migliorato la situazione del bilancio, ma alla lunga Giuntoli - arrivato a Torino a luglio 2023 - ha pagato, oltre alla decisione sull’allenatore, le scelte di mercato che si sono rivelate un boomerang.

Giusto per fare due esempi, senza scendere troppo nei particolari, ma a titolo esplicativo: Koopmeiners in entrata e Huijsen in uscita. In ogni caso il dirigente toscano, rientrato ora in pista con l’ambizioso progetto Atalanta, è finito nel tritacarne di una Juve in costante ricerca di un’identità, anche per quanto riguarda la panchina.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus