Koopmeiners come David, la prima Mondiale è un flop! Bufera Olanda e milioni Juve in bilico

Koeman gli cambia ruolo, come Spalletti, ma senza fortuna. Quella che doveva essere una vetrina rischia di diventare un boomerang

TORINO - C’è un grosso blocco per gli appunti poggiato sulla scrivania nella sede della Juventus che, da ieri mattina, appartiene a Giovanni Carnevali. Scrive e di conseguenza ridisegna quelle che sono le priorità del club per i prossimi giorni; traccia la strada per raggiungere gli obiettivi. E in cima c’è la necessità di mettere una pezza al buco nero che si è aperto con la mancata qualificazione in Champions League e, soprattutto, con i mancati introiti derivanti dalla competizione. Vendere è il primo passo per poi ricostruire la rosa da dare in mano a Luciano Spalletti e, per questo, il nuovo amministratore delegato e direttore generale spererebbe in un assist dal Mondiale che, per il momento, somiglia più ad un ultimo passaggio sbagliato durante un contropiede potenzialmente micidiale. Il pensiero va subito a Teun Koopmeiners. Nelle settimane scorse, l’agente dell’olandese era stato alla Continassa, la comunicazione fatta abbastanza chiara: il giocatore è sul mercato, tocca trovare una exit strategy. Certo, il cambio ai vertici dell’azienda può significare anche un mutamento delle strategie, ma pare complicato che si possa concretizzare su questo caso in particolare.

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Koopmeiners delude al Mondiale: la Juve sperava in una vetrina

Koopmeiners arriva da due stagioni altamente insufficienti e le pochissime luci accese – una su tutte la doppietta contro il Galatasaray -, non bastano ad illuminare il tunnel buio dove il matrimonio tra le parti si è infilato. Spalletti lo ha lodato, coccolato, gli ha cucito addosso un percorso di recupero che, in un primo momento, prevedeva anche lo spostamento a braccetto di difesa. Ma, alla fine del campionato, non restano che una sequela di prestazioni opache e di premesse non mantenute. E allora ogni speranza è riposta al Mondiale, come vetrina da allestire, abbellire e strumento per piazzare gli esuberi. Ecco, la prima di Koopmeiners nella competizione non ha certo aiutato. Non è un titolare e questa non è una novità. Nonostante questo, Koeman gli ha dato una certa fiducia inserendolo al 70’ di Olanda-Giappone, quando gli Oranje erano ancora in vantaggio, prima di essere beffati e prendere il gol del 2-2 finale.

 

 

Koop ha preso il posto di uno dei marcatori, Summerville, con l’obiettivo di provare a replicare. Ha giocato in posizione offensiva con il compito di trovare lo spazio giusto dove inserirsi e bucare la difesa nipponica. Ha galleggiato intorno a questa, andando però ripetutamente a sbattere, senza riuscire a dettare tempi e modi del passaggio, trovando solo zone d’ombra e non di luce. Alla fine rimane un pallone sparacchiato alto di testa negli ultimi minuti, ma sono i numeri a restituire una fotografia impietosa della sua partita. 25 minuti in campo e 4 tocchi, 1 solo passaggio e due tiri: nessuno di questi ha centrato lo specchio della porta. Non è un caso che sia finito nel mirino dei tifosi Oranje sui social, frustrati soprattutto dal risultato finale ma anche dal suo contributo giudicato altamente insufficiente. Per fare un paragone e dare un ordine di misura, Timber, entrato sempre al 70’, ha collezionato 12 tocchi; Depay 10. Insomma, un passaggio a vuoto che non aiuta le strategie della Juventus.

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David in uscita, McKennie leader: le indicazioni per il futuro bianconero

Koopmeiners, al 30 giugno 2026, avrà un residuo a bilancio che supera di poco i 30 milioni. Molto difficile immaginare una cessione a titolo definitivo, più semplice un’operazione in prestito con un diritto di riscatto condizionato.

 

 

Più semplice, invece, pensare di piazzare Jonathan David, visto che un anno fa è arrivato a Torino a parametro zero. Questa l’unica nota positiva, visto che anche il canadese è in uscita ma ha deluso nel suo debutto al Mondiale. Maglia numero 10 sulle spalle e i gradi di leader della squadra guidata da Marsch. Sulle stesse spalle, però, sembrano essere pesate aspettative e pressioni che lo hanno rallentato anche alla Juventus. Del suo match restano una grande occasione mancata e l’insolito cambio al 61’ che sa tanto di bocciatura. Il sorriso, come al solito, lo strappa McKennie. Lui sì leader e protagonista con la maglia degli Usa. Lui sì colonna della Juventus, anche mentre tutto intorno cambia.

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TORINO - C’è un grosso blocco per gli appunti poggiato sulla scrivania nella sede della Juventus che, da ieri mattina, appartiene a Giovanni Carnevali. Scrive e di conseguenza ridisegna quelle che sono le priorità del club per i prossimi giorni; traccia la strada per raggiungere gli obiettivi. E in cima c’è la necessità di mettere una pezza al buco nero che si è aperto con la mancata qualificazione in Champions League e, soprattutto, con i mancati introiti derivanti dalla competizione. Vendere è il primo passo per poi ricostruire la rosa da dare in mano a Luciano Spalletti e, per questo, il nuovo amministratore delegato e direttore generale spererebbe in un assist dal Mondiale che, per il momento, somiglia più ad un ultimo passaggio sbagliato durante un contropiede potenzialmente micidiale. Il pensiero va subito a Teun Koopmeiners. Nelle settimane scorse, l’agente dell’olandese era stato alla Continassa, la comunicazione fatta abbastanza chiara: il giocatore è sul mercato, tocca trovare una exit strategy. Certo, il cambio ai vertici dell’azienda può significare anche un mutamento delle strategie, ma pare complicato che si possa concretizzare su questo caso in particolare.

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