Calciomercato Juve, la masterclass Ottolini: il nome per la difesa è un clamoroso ritorno

Gli agenti del giocatore lo hanno proposto al club bianconero che sta valutando: ecco di chi si tratta

TORINO- Perché snobbare sul nascere fronti già battuti, quando si incastrerebbero perfettamente nel puzzle progettuale della prossima stagione? La fantasia, del resto, è un’arma a doppio taglio tanto risolutoria quanto scivolosa. Specialmente se ti ritrovi a rinforzare una squadra con budget risicati e una soglia d’errore che rasenta lo zero, alla luce degli scempi operativi della recente gestione. L’era degli algoritmi è bella che finita. Ben venga, dunque, un po’ di scontatezza. Quella che si cela dietro alla figura dell’ex Juve Radu Dragusin. Un intrigo nato quasi per caso negli scorsi giorni, a margine di una chiacchierata tra il ds Ottolini e l’entourage del difensore rumeno, a cui fanno capo i fratelli Giuffrida.

Il Tottenham vuole cederlo

Sarebbero stati proprio loro a sondare il potenziale interesse dei bianconeri per il suo cartellino, dal momento che il Tottenham parrebbe ormai deciso a cederlo. Un po’ perché a Londra Dragusin non è riuscito a incidere come avrebbero voluto, un po’ perché il club, alla luce dei tanti acquisti che ha messo in preventivo per la sessione a venire - su tutti quello di Sandro Tonali -, ha bisogno di liquidità. In difesa, oltre agli arrivi di Robertson e Senesi, De Zerbi nelle prossime settimane dovrebbe abbracciare pure Van Hecke. L’intesa con il giocatore è totale: resta solo da trovare la quadra con il Brighton.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Fissato il prezzo

Ma è questione di giorni, forse ore... E se già quest’anno Dragusin era finito ai margini del progetto tecnico - giusto una decina le presenze in premier League -, è difficile credere che De Zerbi possa riservargli trattamenti migliori. Da qui il mandato indiretto degli Spurs agli agenti del rumeno, nella speranza che questi trovino a breve una realtà disposta a mettere sul piatto un’offerta tra i 20 e i 25 milioni. Insomma, poco meno rispetto a quanto versato dal Tottenham nelle casse del Genoa due estati fa, quando Ottolini, cedendolo a 28 milioni, permise ai rossoblù di registrare una copiosa plusvalenza a bilancio. Tra le masterclass più eclatanti dell’attuale ds bianconero: fu lui a prelevarlo dalla Juve nell’anno della B in prestito con obbligo di riscatto a 9.7 milioni. 

 

 

Il filo tra Ottolini e i Giuffrida non si è mai reciso. Ed è proprio grazie a questo canale che la storia potrebbe ripetersi, ma a parti invertite. Una prospettiva che la Juve non ha affatto snobbato, anche perché le cifre degli Spurs - sulla carta - sono in linea con le disponibilità della Juve. A patto però - manco a dirlo - che nel frattempo si sblocchino una serie di operazioni in uscita. Dall’imminente cessione di Muharemovic - Spalletti ha dato il via libera al club poiché non sarebbe pienamente convinto delle sue caratteristiche - su cui la Juve vanta il 50% della futura rivendita, a quella di Pedro Felipe, che nelle prossime settimane farà ritorno alla Continassa dopo i sei mesi di prestito al Sassuolo.

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Difesa Juve, chi verrà sacrificato?

Qualora al Juve dovesse riuscire a trovare gli incastri giusti, le loro uscite potrebbero finanziare da sole l’affare Dragusin. Viceversa, sarà necessario il sacrificio di uno tra Gatti, Kelly e Bremer, per il quale scatterà dal primo luglio la clausola rescissoria da 58 milioni. La Juve, in ogni caso, ha scelto di prendere tempo e di correre il rischio che altri club Italiani - su tutti la Fiorentina - possano avvantaggiarsi nella corsa per il suo cartellino. Prima andrà tracciata la nuova linea di mercato con Carnevali, che non ha avuto nemmeno il tempo di svuotare le valigie.

Una volta archiviate le pratiche burocratiche, tra i primi summit sui conti del club e sulle nuova fondamenta dell’area scouting, si tornerà a parlare di mercato in entrata. A quel punto, non è poi da escludere che il neo ad bianconero possa virare sui pochi superstiti del disegno operativo di Comolli: dalla pista per John Stones, destinato liberarsi a zero dal Manchester City, a quelle per David Alaba, Min-Jae Kim e Jhon Lucumì. 

 

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TORINO- Perché snobbare sul nascere fronti già battuti, quando si incastrerebbero perfettamente nel puzzle progettuale della prossima stagione? La fantasia, del resto, è un’arma a doppio taglio tanto risolutoria quanto scivolosa. Specialmente se ti ritrovi a rinforzare una squadra con budget risicati e una soglia d’errore che rasenta lo zero, alla luce degli scempi operativi della recente gestione. L’era degli algoritmi è bella che finita. Ben venga, dunque, un po’ di scontatezza. Quella che si cela dietro alla figura dell’ex Juve Radu Dragusin. Un intrigo nato quasi per caso negli scorsi giorni, a margine di una chiacchierata tra il ds Ottolini e l’entourage del difensore rumeno, a cui fanno capo i fratelli Giuffrida.

Il Tottenham vuole cederlo

Sarebbero stati proprio loro a sondare il potenziale interesse dei bianconeri per il suo cartellino, dal momento che il Tottenham parrebbe ormai deciso a cederlo. Un po’ perché a Londra Dragusin non è riuscito a incidere come avrebbero voluto, un po’ perché il club, alla luce dei tanti acquisti che ha messo in preventivo per la sessione a venire - su tutti quello di Sandro Tonali -, ha bisogno di liquidità. In difesa, oltre agli arrivi di Robertson e Senesi, De Zerbi nelle prossime settimane dovrebbe abbracciare pure Van Hecke. L’intesa con il giocatore è totale: resta solo da trovare la quadra con il Brighton.

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