Più umano, più vero. Ma evitare il pippero

Dire che Comolli usava solo gli algoritmi per scegliere i giocatori è sbagliato almeno quanto sostenere che Carnevali non li userà più

Più umano, più vero, il mercato della Juve sterza bruscamente e abbandona il robotico algoritmo che, per restare negli “immortali” versi di Elio, ha portato una serie di Pippero. Scherzi a parte, il problema di un certo modo di raccontare dei nostri giorni è la semplificazione estrema, la cancellazione delle sfumature che appiattisce un po’ tutto. Dire che Comolli usava solo gli algoritmi per scegliere i giocatori è sbagliato almeno quanto sostenere che Carnevali non li userà più. Ma è indubbio che su quel fronte il francese andava un po’ oltre. I dati comandavano sempre, in qualsiasi circostanza e dei dati si fidava più degli occhi. Un sistema che si è mostrato disastrosamente fallace quando ha finito per portare Louis Openda come alternativa a Kolo Muani. L’ossessione per i numeri del calcio contemporaneo, di per sé, non è sbagliata, perché l’elaborazione di grandi quantità di dati si è trasformata in prassi comune e, spesso, anche molto utile. Ma il calcio, per le sue caratteristiche tecniche, tende ad avere un’insidiosa liquidità quando lo si vuole ingabbiare nelle statistiche, non sempre sincere, non sempre affidabili per scegliere i giocatori.

La ricetta del mercato: intuito, relazioni e dati

Quindi se prima di investire 45 milioni bisogna aver analizzato quanti più dati possibili su un determinato giocatore, i grandi direttori sportivi aggiungono l’osservazione dal vivo e, magari, la conoscenza dal vivo del calciatore stesso. Fabio Paratici, uno che qualche giocatore l’ha azzeccato negli ultimi quindici anni, è solito affermare, con un tocco tra il letterario e il romantico, che bisogna sempre verificare che ci sia “ancora il calcio negli occhi di un giocatore”.

Paratici ha sempre voluto conoscere i giocatori, vederli giocare in partita e, ove possibile, in allenamento. E non ha mai preso un Openda. Carnevali è un dirigente moderno. Non rifugge la tecnologia, ma non l’ha neppure trasformata nell’unica via. Si fida dell’intuito, delle relazioni, dei giocatori visti dal vivo e - perché no? - anche dei dati, se restano uno degli strumenti utili, non l’unico strumento.

WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di