Messi alla Juve, il retroscena Capello: "Qualcosa di speciale, lo vidi subito"

L'allenatore, che oggi compie 80 anni, svela un curioso aneddoto sulla Pulce dopo la prima tripletta al Mondiale con l'Argentina

Fabio Capello compie 80 anni. Una carriera straordinaria, costruita con rigore, personalità e una mentalità vincente che gli ha permesso di valorizzare al massimo i suoi giocatori. Dalle panchine di Milan, Roma e Juventus in Italia fino all'esperienza al Real Madrid, il tecnico friulano ha lasciato un segno indelebile nel calcio. Numerosi i successi conquistati, sia da calciatore che da allenatore. L'ex allenatore ripercorre alcune tappe della sua storia, soffermandosi su diversi temi: dalla conferma di Spalletti in bianconero all'arrivo di Carnevali, passando per un curioso retroscena su Messi e molto altro.

Capello, la Roma e lo step per crescere

Capello nell'intervista a Italpress parte con la sua analisi del calcio italiano dalla Roma: "Delle mie ex squadre al momento quella con le idee più chiare è la Roma. Gasperini ha messo le basi, adesso per sognare come nel 2000/01 bisogna fare l'ultimo step. Serve un mercato importante. Il centravanti ce l'ha in casa ed è Malen, io nel 2000 sono andato a prendermelo (riferito a quel Batistuta poi decisivo nella stagione dello scudetto giallorosso, ndr). Gian Piero sa cosa gli serve".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

La Juve, Spalletti e l'arrivo di Carnevali

L'ex allenatore e attuale opinionista di Sky parla anche di Juve e Milan: "La Juventus è avanti rispetto al Milan. Ha confermato Spalletti e ha preso un buonissimo direttore, Carnevali, che io conosco ed è molto bravo. I rossoneri sono un cantiere aperto, Amorim è una scommessa. Aveva fatto bene in Portogallo, poi all'estero è un altro mondo: bisogna essere più elastici". Capello poi sfoglia anche l'album dei ricordi da calciatore: "Il trofeo di cui vado più fiero è il primo Scudetto vinto con la Juventus. Da tecnico indico il primo titolo col Milan e quello con la Roma. È stato come aprire una porta. Un'emozione indelebile".

I giovani cresciuti sotto la guida di Capello

Tanti sono anche i talenti cresciuti sotto la guida di Capello: "In generale sono orgoglioso di vedere che tutti i ragazzi che ho allenato mi hanno seguito. Ibrahimovic lo ha fatto alla sua maniera. Seedorf con me a Madrid è migliorato tantissimo. Penso anche a Sergio Ramos: ricordo quando lo fermavo per esercitarsi sui cross a fine allenamento. Ma il bello è che a questi ragazzi quando insegnavi una cosa, la apprendevano rapidamente: è questo il talento".

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L'aneddoto su Messi e l'Italia

Poi l'aneddoto su Messi che il tecnico chiese alla Juve. Era il 24 agosto del 2005 quando i bianconeri erano stati invitati dal Barcellona per il Trofeo Gamper. Nel 2-2 finale, con gol di Trezeguet, Del Piero, Iniesta e Van Bronckhorst, Fabio Capellò si innamorò di un diciottenne Leo Messi. Chiese di prenderlo in prestito ma Rijkaard bloccò tutto: "Non c'è nessun rimpianto. Il Barcellona riuscì a fare una giocata superando la restrizione (legata agli extracomunitari ndr). Avevo visto che in lui c'era qualcosa di speciale". Mentre ora incanta al Mondiale, ancora: "Ora il momento più difficile arriverà quando affronterà  squadre più importanti, ma in qualsiasi momento può fare la giocata vincente. I geni non hanno età".

Il Mondiale in corso è il terzo consecutivo senza l'Italia: "Se cambiamo qualcosa nel modo di giocare aggiungendo il coraggio di impiegare i giovani italiani, per il 2030 possiamo farcela. è un obbligo".

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Il bilancio di Messi contro la Juve

Da quel 24 agosto 2005, i destini di Lionel Messi e della Juventus si sono incrociati in più di un'occasione. L'argentino ha giocato nove volte contro i bianconeri, sempre in Champions League. La prima è la finale del 2014/15, vinta dal Barcellona per 3-1 in cui ha fornito un assist. Con la maglia blaugrana, ci sono state altre sei sfide. Nella fase a gironi del 2017/18, Messi ha segnato una doppietta nella gara del Camp Nou.

Nella fase a gironi del 2020/21, l'argentino è stato decisivo nella vittoria a Torino del Barcellona per 2-0, segnando un gol e fornendo un assist a Dembélé. Al ritorno, però, ha sorriso la Juventus che si è imposta 3-0 grazie alla doppietta di Cristiano Ronaldo e al gol in sforbiciata di McKennie. Il trentottenne era in campo anche nel doppio confronto dei quarti di finale nel 2016/17, in cui i bianconeri riuscirono a superare il turno grazie al 3-0 all'Allianz Stadium e allo 0-0 del Camp Nou. Infine, Messi ha giocato due partite contro i bianconeri anche quando vestiva la maglia del PSG: nella fase a gironi del 2022/23, ha segnato anche un gol all'Allianz Stadium. 

 

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Fabio Capello compie 80 anni. Una carriera straordinaria, costruita con rigore, personalità e una mentalità vincente che gli ha permesso di valorizzare al massimo i suoi giocatori. Dalle panchine di Milan, Roma e Juventus in Italia fino all'esperienza al Real Madrid, il tecnico friulano ha lasciato un segno indelebile nel calcio. Numerosi i successi conquistati, sia da calciatore che da allenatore. L'ex allenatore ripercorre alcune tappe della sua storia, soffermandosi su diversi temi: dalla conferma di Spalletti in bianconero all'arrivo di Carnevali, passando per un curioso retroscena su Messi e molto altro.

Capello, la Roma e lo step per crescere

Capello nell'intervista a Italpress parte con la sua analisi del calcio italiano dalla Roma: "Delle mie ex squadre al momento quella con le idee più chiare è la Roma. Gasperini ha messo le basi, adesso per sognare come nel 2000/01 bisogna fare l'ultimo step. Serve un mercato importante. Il centravanti ce l'ha in casa ed è Malen, io nel 2000 sono andato a prendermelo (riferito a quel Batistuta poi decisivo nella stagione dello scudetto giallorosso, ndr). Gian Piero sa cosa gli serve".

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