Pagina 2 | Messi alla Juve, il retroscena Capello: "Qualcosa di speciale, lo vidi subito"

Fabio Capello compie 80 anni. Una carriera straordinaria, costruita con rigore, personalità e una mentalità vincente che gli ha permesso di valorizzare al massimo i suoi giocatori. Dalle panchine di Milan, Roma e Juventus in Italia fino all'esperienza al Real Madrid, il tecnico friulano ha lasciato un segno indelebile nel calcio. Numerosi i successi conquistati, sia da calciatore che da allenatore. L'ex allenatore ripercorre alcune tappe della sua storia, soffermandosi su diversi temi: dalla conferma di Spalletti in bianconero all'arrivo di Carnevali, passando per un curioso retroscena su Messi e molto altro.

Capello, la Roma e lo step per crescere

Capello nell'intervista a Italpress parte con la sua analisi del calcio italiano dalla Roma: "Delle mie ex squadre al momento quella con le idee più chiare è la Roma. Gasperini ha messo le basi, adesso per sognare come nel 2000/01 bisogna fare l'ultimo step. Serve un mercato importante. Il centravanti ce l'ha in casa ed è Malen, io nel 2000 sono andato a prendermelo (riferito a quel Batistuta poi decisivo nella stagione dello scudetto giallorosso, ndr). Gian Piero sa cosa gli serve".

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La Juve, Spalletti e l'arrivo di Carnevali

L'ex allenatore e attuale opinionista di Sky parla anche di Juve e Milan: "La Juventus è avanti rispetto al Milan. Ha confermato Spalletti e ha preso un buonissimo direttore, Carnevali, che io conosco ed è molto bravo. I rossoneri sono un cantiere aperto, Amorim è una scommessa. Aveva fatto bene in Portogallo, poi all'estero è un altro mondo: bisogna essere più elastici". Capello poi sfoglia anche l'album dei ricordi da calciatore: "Il trofeo di cui vado più fiero è il primo Scudetto vinto con la Juventus. Da tecnico indico il primo titolo col Milan e quello con la Roma. È stato come aprire una porta. Un'emozione indelebile".

I giovani cresciuti sotto la guida di Capello

Tanti sono anche i talenti cresciuti sotto la guida di Capello: "In generale sono orgoglioso di vedere che tutti i ragazzi che ho allenato mi hanno seguito. Ibrahimovic lo ha fatto alla sua maniera. Seedorf con me a Madrid è migliorato tantissimo. Penso anche a Sergio Ramos: ricordo quando lo fermavo per esercitarsi sui cross a fine allenamento. Ma il bello è che a questi ragazzi quando insegnavi una cosa, la apprendevano rapidamente: è questo il talento".

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L'aneddoto su Messi e l'Italia

Poi l'aneddoto su Messi che il tecnico chiese alla Juve. Era il 24 agosto del 2005 quando i bianconeri erano stati invitati dal Barcellona per il Trofeo Gamper. Nel 2-2 finale, con gol di Trezeguet, Del Piero, Iniesta e Van Bronckhorst, Fabio Capellò si innamorò di un diciottenne Leo Messi. Chiese di prenderlo in prestito ma Rijkaard bloccò tutto: "Non c'è nessun rimpianto. Il Barcellona riuscì a fare una giocata superando la restrizione (legata agli extracomunitari ndr). Avevo visto che in lui c'era qualcosa di speciale". Mentre ora incanta al Mondiale, ancora: "Ora il momento più difficile arriverà quando affronterà  squadre più importanti, ma in qualsiasi momento può fare la giocata vincente. I geni non hanno età".

Il Mondiale in corso è il terzo consecutivo senza l'Italia: "Se cambiamo qualcosa nel modo di giocare aggiungendo il coraggio di impiegare i giovani italiani, per il 2030 possiamo farcela. è un obbligo".

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Il bilancio di Messi contro la Juve

Da quel 24 agosto 2005, i destini di Lionel Messi e della Juventus si sono incrociati in più di un'occasione. L'argentino ha giocato nove volte contro i bianconeri, sempre in Champions League. La prima è la finale del 2014/15, vinta dal Barcellona per 3-1 in cui ha fornito un assist. Con la maglia blaugrana, ci sono state altre sei sfide. Nella fase a gironi del 2017/18, Messi ha segnato una doppietta nella gara del Camp Nou.

Nella fase a gironi del 2020/21, l'argentino è stato decisivo nella vittoria a Torino del Barcellona per 2-0, segnando un gol e fornendo un assist a Dembélé. Al ritorno, però, ha sorriso la Juventus che si è imposta 3-0 grazie alla doppietta di Cristiano Ronaldo e al gol in sforbiciata di McKennie. Il trentottenne era in campo anche nel doppio confronto dei quarti di finale nel 2016/17, in cui i bianconeri riuscirono a superare il turno grazie al 3-0 all'Allianz Stadium e allo 0-0 del Camp Nou. Infine, Messi ha giocato due partite contro i bianconeri anche quando vestiva la maglia del PSG: nella fase a gironi del 2022/23, ha segnato anche un gol all'Allianz Stadium. 

 

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La Juve, Spalletti e l'arrivo di Carnevali

L'ex allenatore e attuale opinionista di Sky parla anche di Juve e Milan: "La Juventus è avanti rispetto al Milan. Ha confermato Spalletti e ha preso un buonissimo direttore, Carnevali, che io conosco ed è molto bravo. I rossoneri sono un cantiere aperto, Amorim è una scommessa. Aveva fatto bene in Portogallo, poi all'estero è un altro mondo: bisogna essere più elastici". Capello poi sfoglia anche l'album dei ricordi da calciatore: "Il trofeo di cui vado più fiero è il primo Scudetto vinto con la Juventus. Da tecnico indico il primo titolo col Milan e quello con la Roma. È stato come aprire una porta. Un'emozione indelebile".

I giovani cresciuti sotto la guida di Capello

Tanti sono anche i talenti cresciuti sotto la guida di Capello: "In generale sono orgoglioso di vedere che tutti i ragazzi che ho allenato mi hanno seguito. Ibrahimovic lo ha fatto alla sua maniera. Seedorf con me a Madrid è migliorato tantissimo. Penso anche a Sergio Ramos: ricordo quando lo fermavo per esercitarsi sui cross a fine allenamento. Ma il bello è che a questi ragazzi quando insegnavi una cosa, la apprendevano rapidamente: è questo il talento".

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