Per molti calciatori il primo grande contratto coincide con l'inizio di una vita fatta di lusso e spese fuori misura. Per Giorgio Chiellini (che nelle scorse settimane ha svelato già tanti retroscena sul lato sportivo), invece, il rapporto con il denaro è stato costruito su regole, gradualità e senso della misura. Nell'intervista concessa al podcast Smash & Cash ha raccontato come l'educazione ricevuta in famiglia abbia influenzato il suo modo di gestire i guadagni, dagli esordi a 16 anni fino alla programmazione finanziaria della carriera e del futuro. Un percorso segnato da equilibrio, responsabilità e da un'idea precisa: il denaro non è un fine, ma uno strumento per vivere meglio e scegliere con maggiore libertà. Una scelta intelligente al contrario di molti suoi colleghi che Chiellini ha visto perdere tutto.
Il rapporto di Chiellini con il denaro
"Come vivevo il rapporto con il denaro quando ero bambino? Sorrido perché la prima cosa che mi è venuta in mente quando mi hai fatto questa domanda è quando da bambino chiedevo i soldi per il gelato e per la sala giochi. Questo è il primo ricordo che ho del rapporto con il denaro: chiedere i soldi alla mamma o alla nonna per il gelato e poi per la sala giochi. Per quanto riguarda il rapporto con il denaro in casa, ho avuto la fortuna che non mi è mai mancato niente, ma non ho mai vissuto in una situazione di grande abbondanza economica. Non ho mai davvero pensato al denaro fino a quando non sono uscito di casa. Poi ho iniziato a gestirmi la classica paghetta, come tutti gli adolescenti. Era qualcosa che serviva a soddisfare esigenze pratiche: i vestiti quando servivano, le scarpe da calcio quando c’era da giocare. Non mi sono mai interessato particolarmente al denaro e in casa non se ne parlava molto" - ha spiegato Chiellini.
Poi ha proseguito: "Quanti anni avevo quando il denaro ha iniziato ad avere un valore concreto per te? Direi tra i 12 e i 15 anni. Quando ho preso il motorino, verso i 14-15 anni, e già prima con l’autobus. Dovevi gestirti l’abbonamento, la merenda, la pizza con gli amici. Ma parliamo davvero di cose basilari. Non avevo particolari grilli per la testa. Non mi è mai mancato niente. E non ho mai chiesto nulla di straordinario. Era proprio una vita semplice. Non sono mai stato appassionato di moda o cose del genere. Mi piaceva giocare a calcio e stare in centro con gli amici. Con l’arrivo del motorino è iniziata anche la gestione delle spese per la benzina.