«Se ho mai avuto un periodo in cui ho pensato: “Adesso me la godo”? No. Non sono proprio io». Il tema erano le “supercar”, spese e stravizi da calciatore, ma il discorso si può estendere in generale alla sua carriera, dentro e fuori dal campo. Costruita passo dopo passo, intervento dopo intervento, quindi partita dopo partita. Senza immaginarsi al di là delle proprie possibilità, persino quando sembrava impossibile non farlo. Giorgio Chiellini ha mantenuto forma e contenuto anche in giacca e cravatta, rinunciando giusto alle spazzate senza pensiero. Quelle no, non se lo può più permettere.
Però interviene comunque puntualmente quando c’è da farlo. Soprattutto, ha mantenuto i sensi del pericolo, che sono tipo quelli di Spiderman: gli permettono di annusare i rischi, spesso di agire prima che sia troppo tardi. Non è un caso che, pur ritrovandosi nei due ribaltamenti di fronte societari della Juventus, il suo posto - e posizionamento - non sia mai stato messo in discussione. A blindarlo è stata la sua storia. A ripararlo è stato invece il suo ruolo - Director of Football Strategy della Juventus -, un bel po’ han fatto pure le sue mansioni. Prettamente politiche, così come da desiderio (e richiesta), ma con uno sguardo ugualmente attento al campo, lui che può vantare una certa competenza in materia.
