Pagina 2 | Centrale per Elkann, fondamentale per Spalletti: la nuova missione di Chiellini dopo l’addio Comolli

«Se ho mai avuto un periodo in cui ho pensato: “Adesso me la godo”? No. Non sono proprio io». Il tema erano le “supercar”, spese e stravizi da calciatore, ma il discorso si può estendere in generale alla sua carriera, dentro e fuori dal campo. Costruita passo dopo passo, intervento dopo intervento, quindi partita dopo partita. Senza immaginarsi al di là delle proprie possibilità, persino quando sembrava impossibile non farlo. Giorgio Chiellini ha mantenuto forma e contenuto anche in giacca e cravatta, rinunciando giusto alle spazzate senza pensiero. Quelle no, non se lo può più permettere.

 

 

Però interviene comunque puntualmente quando c’è da farlo. Soprattutto, ha mantenuto i sensi del pericolo, che sono tipo quelli di Spiderman: gli permettono di annusare i rischi, spesso di agire prima che sia troppo tardi. Non è un caso che, pur ritrovandosi nei due ribaltamenti di fronte societari della Juventus, il suo posto - e posizionamento - non sia mai stato messo in discussione. A blindarlo è stata la sua storia. A ripararlo è stato invece il suo ruolo - Director of Football Strategy della Juventus -, un bel po’ han fatto pure le sue mansioni. Prettamente politiche, così come da desiderio (e richiesta), ma con uno sguardo ugualmente attento al campo, lui che può vantare una certa competenza in materia.

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Da Spalletti alla squadra, tutti da Chiellini

Al Chiello si è affidato, e tanto, Luciano Spalletti nelle settimane tumultuose. All’ex capitano ha chiesto consiglio la squadra, ancor più nei momenti difficili. Poi la proprietà: il rapporto solidissimo con John Elkann, che l’ha ammirato sul rettangolo verde e adesso fa lo stesso vedendolo al lavoro nelle stanze del calcio italiano. Pure qui: non è stato un caso che le prime parole dopo il rifiuto dell’offerta a Tether siano state affidate proprio allo stesso Giorgio. «La proprietà e la Juventus sono due cose indissolubili - aveva detto -. Quelle di John sono state dichiarazioni forti e importanti, ma per chi lo conosce e lo vive quotidianamente non è sorprendente. Per me e per chi ha vissuto la Juve in questi anni è normale: quando si pensa alla Juventus e alla famiglia si pensa a una cosa unica. È stato così nel passato, è così nel presente e sarà così nel futuro». Serve altro? Forse sì. Serve sottolineare il peso politico che la Juve ha ritrovato al di là della Continassa: lo scorso 3 novembre 2025, Chiellini è stato eletto nel ruolo di consigliere federale con 12 voti, prendendo il posto di Francesco Calvo, oggi dirigente in Premier all’Aston Villa. Ecco, a questo, e poi all’Efc (ex Eca) vorrebbe dedicarsi con trasporto il dirigente bianconero, ora che la parte puramente sportiva è stata affidata a Giovanni Carnevali.

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"Mi ha sempre animato la voglia di migliorarmi"

Se non ci saranno ulteriori scossoni, il destino a cui potrebbe andare incontro Giorgio è allora questo, così da proseguire lo studio interno ed esterno di un mondo che ha vissuto quasi esclusivamente sotto i riflettori, non per questo evitando di badare troppo agli angoli, perciò ai dettagli. «Se ho mai avuto la sensazione di essere arrivato? No. Mi sono sempre sentito molto fortunato, ma mi ha sempre animato la voglia di migliorarmi e andare avanti», ha recentemente raccontato. Sembra una frase fatta, invece è il manifesto delle intenzioni e del suo programma. Per cosa? Per l’obiettivo che aveva dichiarato già a dicembre, confermando le intenzioni di proprietà e società sul futuro: «Io penso che non ci sia altro da fare se non costruire la Juve e farla tornare a essere vincente quanto prima».

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Da Spalletti alla squadra, tutti da Chiellini

Al Chiello si è affidato, e tanto, Luciano Spalletti nelle settimane tumultuose. All’ex capitano ha chiesto consiglio la squadra, ancor più nei momenti difficili. Poi la proprietà: il rapporto solidissimo con John Elkann, che l’ha ammirato sul rettangolo verde e adesso fa lo stesso vedendolo al lavoro nelle stanze del calcio italiano. Pure qui: non è stato un caso che le prime parole dopo il rifiuto dell’offerta a Tether siano state affidate proprio allo stesso Giorgio. «La proprietà e la Juventus sono due cose indissolubili - aveva detto -. Quelle di John sono state dichiarazioni forti e importanti, ma per chi lo conosce e lo vive quotidianamente non è sorprendente. Per me e per chi ha vissuto la Juve in questi anni è normale: quando si pensa alla Juventus e alla famiglia si pensa a una cosa unica. È stato così nel passato, è così nel presente e sarà così nel futuro». Serve altro? Forse sì. Serve sottolineare il peso politico che la Juve ha ritrovato al di là della Continassa: lo scorso 3 novembre 2025, Chiellini è stato eletto nel ruolo di consigliere federale con 12 voti, prendendo il posto di Francesco Calvo, oggi dirigente in Premier all’Aston Villa. Ecco, a questo, e poi all’Efc (ex Eca) vorrebbe dedicarsi con trasporto il dirigente bianconero, ora che la parte puramente sportiva è stata affidata a Giovanni Carnevali.

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