Juventus, le tante sensazioni e il diritto da spiegare

Il concetto di trasparenza della giustizia sportiva è legato alla comprensibilità: il Collegio dovrà essere convincente

Non c’è ancora il risultato, ma la partita della giustizia sembra proprio essere andata bene alla Juventus, se l’uomo che, in teoria, avrebbe dovuto difendere la sentenza, le ha trovato un difetto e neanche troppo piccolo. Quindi tolgono i quindici punti? No, cioè sì, ma poi si deve capire il rinvio, insomma forse. Perché al netto delle sensazioni positive per la società bianconera, da ieri pomeriggio il problema più grande è spiegare. E non è un bel segnale per la giustizia sportiva. Perché in ballo c’è il campionato di Serie A, ovvero lo spettacolo sportivo più popolare e con l’impatto sociale maggiore nel nostro Paese.

Giustizia trasparente

Perché tutto dovrebbe essere chiaro a tutti e quando si pretende una giustizia trasparente, si intende una giustizia comprensibile a chiunque, senza che le spiegazioni seguano riccioli bizantini e le ipotesi siano così tante da confondere il tifoso. Il calcio è di tutti, recitano gli slogan spacciati dalle istituzioni, se lo è davvero, allora spieghino bene, anzi benissimo la sentenza che emetteranno oggi (e che verrà motivata in cinque giorni). Illustrino in modo chiaro e didascalico le loro decisioni.

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Credibilità del sistema

Il procedimento giuridico in corso, infatti, riguarda una fortissima penalizzazione, che ha già condizionato direttamente e indirettamente lo svolgimento del campionato e che potrebbe condizionarlo ulteriormente. Assegnare, togliere, riassegnare parzialmente i quindici punti inflitti il 20 gennaio scorso, non è una cosa seria e non contribuisce certo alla credibilità di un sistema che decide la vita o la morte di un club commettendo errori così gravi da dove essere ammessi anche dal procuratore generale dello sport, che ieri auspicava una riscrittura della sentenza (quindi il famoso “rinvio”), soluzione che aumenterebbe i tempi, già non velocissimi, con il rischio d scollinare sulla prossima stagione.

Voltare pagina

Cosa che la Juventus non vuole assolutamente che accada, sperando di chiudere in questa stagione qualsiasi pendenza con la giustizia sportiva, per voltare pagina e ricominciare una stagione più serena per la squadra e la gestione sportiva (le altre battaglie legali continueranno). E anche questa circostanza è indicativa di un certo approccio alla giustizia del club che non spera più di credere in una qualche giustizia.

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Non c’è ancora il risultato, ma la partita della giustizia sembra proprio essere andata bene alla Juventus, se l’uomo che, in teoria, avrebbe dovuto difendere la sentenza, le ha trovato un difetto e neanche troppo piccolo. Quindi tolgono i quindici punti? No, cioè sì, ma poi si deve capire il rinvio, insomma forse. Perché al netto delle sensazioni positive per la società bianconera, da ieri pomeriggio il problema più grande è spiegare. E non è un bel segnale per la giustizia sportiva. Perché in ballo c’è il campionato di Serie A, ovvero lo spettacolo sportivo più popolare e con l’impatto sociale maggiore nel nostro Paese.

Giustizia trasparente

Perché tutto dovrebbe essere chiaro a tutti e quando si pretende una giustizia trasparente, si intende una giustizia comprensibile a chiunque, senza che le spiegazioni seguano riccioli bizantini e le ipotesi siano così tante da confondere il tifoso. Il calcio è di tutti, recitano gli slogan spacciati dalle istituzioni, se lo è davvero, allora spieghino bene, anzi benissimo la sentenza che emetteranno oggi (e che verrà motivata in cinque giorni). Illustrino in modo chiaro e didascalico le loro decisioni.

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