© AldoLiveraniZlatan Ibrahimovic, partner operativo di RedBird e consulente del Milan, è intervenuto durante l'assemblea generale dell’ECA a Roma, condividendo la sua visione sul futuro del calcio, tra sostenibilità del calendario, uso corretto del VAR e il prossimo Mondiale. L’ex attaccante, con la solita schiettezza che lo contraddistingue, ha toccato diversi temi legati al gioco moderno, proponendo una riflessione che unisce la sua esperienza da calciatore alla nuova veste dirigenziale. “Io dico che più si gioca e meglio è”, ha detto Ibra, andando anche controcorrente. E sul fronte internazionale, ha rivelato il suo tifo per il Brasile in vista della prossima Coppa del Mondo, motivandolo con l’amicizia verso un grande allenatore come Ancelotti.
Calendario e VAR: la visione di Ibra
Ibrahimovic si è soffermato innanzitutto su uno dei temi più caldi nel panorama calcistico attuale: la gestione del calendario e il ruolo del VAR. Sulla nuova Champions ha affermato: "È straordinaria, anche i club più piccoli si divertono. Bisogna entrarci però", riferendosi al Milan fuori dalla competizione in questa stagione. Sulle roppe partite: "I giocatori vogliono giocare il maggior numero di gare, e le rose a 25 consentono le rotazioni. Da ex calciatore a me interessa giocare il più alto numero possibile di partite. Io dico che più si gioca e meglio è, poi è chiaro che vanno tutelati i giocatori creando un calendario adeguato, sostenibile”, ha dichiarato. L’ex fuoriclasse ha sottolineato la necessità di trovare un equilibrio tra la voglia di vedere più calcio e la salvaguardia della salute dei protagonisti. “Si devono rispettare le condizioni fisiche del giocatore e le esigenze dei club, per esempio si possono chiamare in nazionale i calciatori solo quando necessario. Sarebbe nell’interesse di tutti. Finché il calendario è gestibile allora è tutto possibile”, ha aggiunto. Sul tema VAR, Ibrahimovic ha espresso il suo sostegno alla tecnologia, a patto che venga utilizzata in modo rapido ed efficace: “Sono favorevole, ma va usato bene. Se non si perde troppo tempo e si usa in modo efficiente non si dipende più dall’arbitro e i suoi assistenti. Non sono contrario, sono a favore di qualunque cosa migliori il calcio”.
Il Mondiale, Ancelotti e i grandi maestri del calcio
Nel corso del suo intervento, Ibrahimovic, ha poi espresso il proprio tifo in vista del prossimo Mondiale, confessando simpatia per una nazionale nonostante l’assenza della sua Svezia. “Chi vince il Mondiale? La Svezia non è qualificata, io spero il Brasile. Direi loro per il mio amico Ancelotti. Tiferò per loro. Ha il tocco magico chissà che non trasformi in oro anche quello”, ha dichiarato. Una battuta che conferma l’ammirazione dell’ex centravanti per l’allenatore italiano, attualmente alla guida della Seleção. Ibrahimovic ha poi ricordato i grandi tecnici che hanno segnato la sua carriera: “Ho avuto Capello, Mourinho, Guardiola, Ancelotti… questi quattro sono il calcio e lo hanno cambiato a proprio modo. Mi sarebbe piaciuto avere Ferguson e Klopp”, ha detto con orgoglio. Una frase che racchiude la riconoscenza per coloro che lo hanno aiutato a diventare uno dei più grandi attaccanti degli ultimi decenni e che, secondo lui, hanno inciso profondamente sull’evoluzione del gioco.