"L'obiettivo del club è il quarto posto, ma io punto a qualcosa di più grande". Non si nasconde Rabiot e, anzi, parla chiaro e senza girarci troppo attorno. Il centrocampista del Milan regala sogni e speranze ai tifosi rossoneri e proprio a Sky Sport spiega le possibilità scudetto della squadra, oltre a fare anche una promessa in caso di successo finale. Un'intervista a tutto tondo con un retroscena di mercato, il rapporto con Allegri e l'amicizia con Maignan.
Impatto al Milan
Rabiot inizia da questi primi mesi al Milan: "Mi son trovato bene subito. Abbiamo fatto un bel percorrso e speriamo di continuare così come squadra ma anche a livello personale". Sulla posizione in campionato: "Difficile dirlo con precisione perché sono arrivati tanti nuovi giocatori e all'inizio non è stato semplice. Oggi vedo la squadra lavorare bene e continuiamo a seguire quel che chiede il mister. Potevamo avere qualche punti in più, ne abbiamo lasciato qualcuno per strada...". E il riferimento è proprio sulla differenza di gioco tra gli scontri diretti e la sfida alle cosiddette piccole: "Sbagliamo a livello mentale l'approccio, magari ci rilassiamo un po' troppo pensando anche di aver fatto già qualcosa di grande. Alla fine puoi pagarla questa cosa, quindi dobbiamo cercare di ritrovare solidità e a mantenere lo stesso livello contro tutte le squadre".
L'emozioni a San Siro
Il francese continua: "Dobbiamo anche noi giocatori più esperti dare un po' più di voce ai giocatori più giovani. So che non è facile per tutti giocare a questo livello in un club come il Milan che punta in alto e devi sempre essere sul pezzo. La gente chiede tanto, è normale e magari non è sempre facile per tutti. Ma questo ti fa diventare un giocatore forte. Su questo dobbiamo anche aiutare gli altri a pensare diversamente e avere l'approccio giusto". Sulle emozioni di giocare a San Siro: "La tifoseria del Milan è stupenda, a me piace giocare in questo ambiente e per questo dobbiamo essere consapevoli di tutto quello che c'è intorno a noi. C'è da tenerlo in testa ogni volta che entriamo in campo, sia a San Siro sia quando giochiamo in altri stadi".