Il 4-3-3 tornerà (temporaneamente?) in soffitta. L'esperimento, che in tanti attorno all'ambiente rossonero reclamavano da tempo per dare al Milan un volto più offensivo e spettacolare, è fallito contro l'Udinese. Massimiliano Allegri ha provato a dare una sferzata alla squadra, reduce dalle sconfitte con Lazio e Napoli, ma il risultato non ha dato i suoi frutti. Anzi. Per l'estate e la progettazione della squadra che - tutti sperano a Milanello e dintorni - tornerà a giocare la Champions, si vedrà se il Milan potrà vestire nuovamente, e meglio, l'abito che contro i friulani non ha funzionato, ma già domenica contro il Verona, con buona pace dei giochisti, Allegri tornerà nella comfort-zone di questa stagione, il 3-5-2, possibilmente equilibrato e compatto. Col placet della squadra che avrebbe volentieri proseguito sulla rotta intrapresa da agosto. Dunque al Bentegodi si rivedrà il classico Milan versione '25-26 e soprattutto in mezzo alla retroguardia tornerà a guidare il reparto Matteo Gabbia, una sorta di amuleto. Il Milan in questa stagione ha perso sette partite fra campionato e coppe. Tolto il primissimo ko al debutto in campionato con la Cremonese a metà agosto, nelle altre sei cadute Gabbia non c'era.
Gabbia e il rimpianto nazionale
Un caso? Forse, visto che il Milan ha vinto partite senza il centrale di Busto Arsizio cresciuto nel vivaio rossonero, però se tre indizi fanno una prova, qua ce ne sono sei. Il Milan ha detto addio ai sogni in Supercoppa italiana il 18 dicembre nella semifinale contro il Napoli e Gabbia era assente per infortunio (con De Winter, il suo sostituto, che fu asfaltato da Hojlund). Il Milan ha salutato la Coppa Italia nei quarti contro la Lazio e Gabbia era in panchina. E quando il Milan ha provato ad accorciare definitivamente in campionato sull'Inter, ha perso con Lazio, Napoli e Udinese senza Gabbia. L'ultimo infortunio (muscolare) era arrivato nel riscaldamento della sfida contro il Parma, guarda caso persa pure quella, il 22 febbraio. Qualche giorno dopo il difensore, sfruttando lo stop, si era poi sottoposto a Londra a un intervento per risolvere un problema di ernia inguinale, operazione che l'aveva costretto a dare forfait anche in nazionale, visto che Gattuso lo avrebbe convocato.
L'amuleto Gabbia nel 3-5-2
La scorsa settimana Gabbia è tornato in gruppo e con l'Udinese si è seduto in panchina, ma a Verona ci sarà. Ieri Gabbia ha lavorato in gruppo nell'allenamento svolto nel pomeriggio. Allegri - che ha tolto un giorno libero alla squadra rispetto ai due inizialmente concessi -, era arrivato a Milanello già in mattinata per fare un punto con il suo staff e individuare i punti cardine sui cui lavorare nei prossimi giorni per presentarsi nelle migliori condizioni a Verona. Poi c'è stato il pranzo, facoltativo, ha cui ha preso parte però tutto il gruppo, quindi una chiacchierata nello spogliatoio fra tecnico e giocatori prima di scendere in campo. Allegri sa che dovrà essere più psicologo che allenatore in questa settimana, c'è bisogno di ritrovare serenità e soprattutto equilibrio, in campo e fuori. La vittoria dell'Inter sul Como ha permesso di avere ancora un buon cuscinetto di vantaggio sul quinto posto, distante 5 punti. Un margine da difendere a tutti i costi con il “tranquillizzante” 3-5-2 e il ritorno dell'amuleto Gabbia.
