McTominay guida la Scozia ai Mondiali: Conte si affida a lui per riportare il Napoli al successo

Senza Anguissa e De Bruyne, autori di 11 delle 20 reti azzurre, il tecnico chiede i gol al mediano che ha trasformato in bomber

Può incidere un allenatore nella carriera di un giocatore? La risposta cammina sugli exploit di Scott McTominay. Con il Manchester United, in 255 presenze, lo scozzese segnó appena 29 gol. Quota standard per un buon cursore di centrocampo, generoso negli inserimenti, ma carente nel trasformare in gol le occasioni che gli capitavano. Scott aveva un profilo da «underdog» quando è arrivato a Napoli nell’estate del 2024, non di certo quello del bomber. Antonio Conte, però, non l’ha mai visto così. Ha impostato su di lui un lavoro chirurgico, quasi ossessivo: correzione del timing negli inserimenti senza palla, perfezionamento della postura in area di rigore, scelta del “terzo tempo” sul secondo palo o del taglio sul primo. Risultato? In meno di un anno McTominay si è preso sia il Napoli che la Scozia. E lo ha fatto alla stessa maniera: “rovesciando” il pallone in rete. Il gol realizzato con la sua Nazionale è stato un flashback di quello dello scudetto, rete segnata il 23 maggio contro il Cagliari. Sempre decisivo, ma ancor più spettacolare, il gesto tecnico di McTominay al terzo minuto del match di martedì tra Scozia e Danimarca.

McTominay: in rovesciata da Napoli a Glasgow

Un gol pesantissimo, che ha spianato la strada al 4-2 finale e alla qualificazione della Scozia ai Mondiali dopo ventotto anni di assenza. L’esultanza è stata la fotocopia di quella napoletana, sguardo in tribuna e labiale chiarissimo: «Where’s my mum?» («Dov’è mia mamma?»), la stessa frase-rituale dedicata alla madre presente sia a Napoli che a Glasgow. Oggi “McFratm” rientra a Castel Volturno rigenerato, gonfio di fiducia e consapevole del proprio nuovo status. Lo attende il primo allenamento con il gruppo al completo - ieri sono rientrati Lang e Lobotka - e, soprattutto, il confronto diretto con Conte che parlerà con lo spogliatoio per la prima volta dopo lo sfogo di Bologna. Non è prevista nessuna visita del presidente De Laurentiis, diventato ieri nuovamente nonno (è nata Maria Vittoria, figlia del vicepresidente Edoardo), che ha pubblicamente ribadito la fiducia totale verso Conte. Torna anche Hojlund, alla ricerca del gol con la maglia del Napoli dopo averlo trovato in Nazionale.

Napoli, senza Anguissa e De Bruyne tocca a McTominay

Don Antonio dovrà, però, far fronte a due assenze importanti come Anguissa e De Bruyne, che resteranno ai box almeno fino a febbraio: insieme hanno contribuito al 55% delle reti segnate dai partenopei (11 su 20 totali). Lukaku, inoltre, capocannoniere e miglior assistman della scorsa stagione, non è ancora a disposizione. Dovrà essere McTominay - 2 reti e 1 assist in campionato - ad aiutare Don Antonio nel ritrovare la via del gol. Restano da valutare le condizioni del connazionale Gilmour, che sta recuperando dall’affaticamento muscolare e non verrà rischiato. Ma torna Spinazzola, il jolly di Conte, assente nelle ultime tre gare: due pareggi, una sconfitta e zero reti segnate. Per il Napoli inizia sabato contro l’Atalanta un ciclo di partite importanti. Gli azzurri hanno perso le ultime due gare giocate al Maradona contro i bergamaschi e hanno bisogno di ritrovare la vittoria che manca dal 28 ottobre. Il tecnico salentino dovrebbe confermare il 4-3-3 con Elmas al posto di Anguissa e Neres a sinistra. Sulla destra Politano, sempre più leader da quando c’è Conte: «Insieme al mister - ha detto alla radio partner - analizzeremo gli errori per andare avanti. Il campionato è ancora lungo ed ora ci aspetta un mese di fuoco. Dobbiamo azzerare tutto e ragionare partita dopo partita. “Amma faticà” e dobbiamo essere tutti uniti: squadra, allenatore, società e tifosi». 
 

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