© Redazione"Non è facile, ci sono mancate giocate precise negli ultimi 16 metri. Nel finale un po' di sfortuna come sul gol preso, ma questa è una squadra che esce a testa alta e che troverà le forze per reagire". Queste le parole di Gian Piero Gasperini, intervenuto al termine della trasferta di Udine, dove la Roma si è arresa alla rete di Juergen Ekkelenkamp (49') che ha deciso il posticipo della 23ª giornata di Serie A. Un risultato che nega ai giallorossi di accomodarsi al terzo posto a pari merito con il Napoli, che sabato 31 ha sconfitto la Fiorentina in casa: fallito anche il sorpasso sulla Juventus, che domenica 1 è invece uscita vincitrice dal Tardini. La classifica resta dunque ferma con 43 punti che valgono la quinta posizione con un ritardo di 2 lunghezze dai bianconeri e 3 dai campioni d'Italia in carica. Il calendario mette ora in programma la gara interna con il Cagliari di lunedì 9 e a seguire il big match contro i partenopei previsto per domenica 15 al Maradona. Così Gasperini: "Era una partita molto chiusa, anche loro hanno avuto solo due tiri dalla distanza - ha dichiarato ai microfoni Sky - . Sicuramente una partita sul piano tecnico non bella, noi cercavamo di più ma non ci siamo riusciti. Quando porti 5 o 6 gli uomini dentro l'area, ma non si chiudono col tiro. Penso che abbiamo fatto qualcosa di più".
Gasperini: "Tante difficoltà per quel ruolo"
"Questi sono campi difficili che si decide con gli episodi. Il mercato si è chiuso, ora abbiamo 4 mesi. Non pensavo di trovare così tante difficoltà nell'inserire un giocatore nel ruolo che cerchiamo da questa estate. E' arrivato Malen, Zaragoza ci darà una mano. Sono giovani ma faremo il massimo. Sono stati fatti molti nomi, poi sono contento che in poco tempo si è creato la possibilità di Malen e la possibilità di Zaragoza negli ultimi giorni. A gennaio non è mai facile, è andata così. Sono arrivati anche dei ragazzi come Venturino e Vaz che rappresentano il futuro, non sono pronti per traguardi alti. Per fortuna abbiamo pochi infortuni, speriamo di recuperare Dybala e Koné. Le partite fanno parte del sistema, le competizioni aumentano e ci sono più partite. L'aspetto negativo sono gli infortuni che capitano per il 90% in partita e non in allenamento. Nel gioco del calcio ti fai male, gli strappi e le distorsioni esistono da sempre. Flessori, quadricipiti, polpacci. I tempi sono sempre quelli, ci sono diagnosi più precise e alcune volte eccessive. Questo è un problema, ma le partite giocate sono quelle che vogliono le tv, i tifosi. I rischi sono questi, ma non c'è una scienza, è una statistica".