Continuano a diffondersi indiscrezioni, commenti, fughe di notizie. Nel mondo del mercato le voci sui movimenti degli allenatori stanno man mano decollando con l’avvicinarsi della fine del campionato e ancora una volta il Torino è uno dei club chiacchierati. D’altra parte D’Aversa è il 18° allenatore di Cairo, in 21 anni, e lo diciamo senza neanche enumerare i ritorni di più di un tecnico, da De Biasi in poi. E i segnali che fino ad ora sono arrivati, sono stati captati o sono stati deliberatamente diffusi non portano a una conferma di D’Aversa a fine stagione. A febbraio, contestualmente con l’esonero di Baroni, il tecnico aveva firmato un contratto in scadenza già a giugno, per volontà specifica di Cairo.
D’Aversa cercò di ottenere almeno un rinnovo automatico in caso di salvezza, ma il presidente si dimostrò irremovibile. E in queste ultime settimane sta continuando a prendere tempo, sia a parole nelle sporadiche interviste rilasciate, sia con i fatti. In sintonia col presidente è ovviamente Petrachi. E le pessime prestazioni di Cremona e Udine (di male in peggio, con in mezzo quell’incredibile rimonta contro l’Inter favorita dai sonni nerazzurri dopo un’ora di gioco) non hanno certo aumentato le già ridotte chance per D’Aversa. Certo, tre ottimi risultati di qui alla fine, con il derby all’ultima giornata, potrebbero anche rilanciare il tecnico verso il rinnovo, ma al momento i segnali di mercato e le indiscrezioni portano altrove.
Ipotesi Juric bis
Potrebbe vivere l’esperienza del ritorno Ivan Juric, si sa. È da inizio anno, da gennaio che girano voci in crescendo sui contatti tra il presidente granata e l’allenatore croato, peraltro ancora sotto contratto a Bergamo dopo l’esonero dello scorso novembre. Nella primavera del 2025 Cairo aveva pensato di riprenderlo per la stagione in corso, ormai al tramonto, prima di ripiegare su Baroni. Non era ancora terminato il campionato, si era tra aprile e maggio di un anno fa, Vanoli stava guidando il Torino per le ultime partite della stagione e Juric aveva già rescisso il contratto con il Southampton.
Però c’era anche l’Atalanta in corsa: e a Bergamo sapevano che con Gasperini sarebbe stata separazione, dopo un ciclo lunghissimo. E l’Atalanta poteva mettere sulla bilancia ben altre ambizioni, tutta un’altra struttura societaria, una rosa decisamente migliore, progetti veri e la partecipazione alla Champions League. Una realtà imparagonabile, rispetto al Torino di Cairo. E poi... e poi «come facciamo a dirlo ai tifosi?», raccontano che si dissero Juric e Cairo, durante quei colloqui primaverili. Come dirlo ai tifosi del Toro, sì, visto che nell’ultima stagione di Ivan a Torino si erano registrati anche screzi, polemiche, reazioni fuori luogo del tecnico in un momento di nervosismo.
