Abate chiama, la panchina risponde

Contro l’Udinese le sostituzioni del tecnico sono state decisive  E si è rivisto il miglior Vlasic

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Ivana Crocifisso Ivana Crocifisso

Pubblicato il 14.10.2026, 13:00

4 min

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TORINO - Era successo a Bologna, lo stesso è accaduto lunedì contro l’Udinese. A dare la scossa al Torino sono stati soprattutto i cambi. Al Dall’Ara gli ingressi di Oristanio, Ilkhan e Kulenovic avevano consentito ai granata di cambiare marcia - al di là della variazione prettamente tattica - e riuscire così a pareggiare la partita. Contro i friulani allo stesso modo l’apporto di chi Abate ha scelto di mandare in campo nella ripresa ha favorito la vittoria. «Siamo partiti tesi - aveva spiegato l’allenatore dopo la partita con l’Udinese -, devo dire che alleno un gruppo importante con valori giusti e sani, i cambi ci hanno dato una spinta in più». A cominciare ovviamente da chi ha siglato il gol vittoria, Kulenovic: l’attaccante croato era stato decisivo al Dall’Ara e si è ripetuto pure al Grande Torino, col gol da tre punti sotto la Maratona. Una sostituzione messa già in preventivo dall’allenatore perché Adams, che ha sfiorato il gol (colpendo il palo) nell’azione che ha portato alla rete di Bragança, non aveva più di un’ora a disposizione visto il recente infortunio: Kulenovic si è dimostrato all’altezza dando il massimo contributo possibile.

Vlasic trascina il Torino: assist e qualità

L’impatto maggiore è stato però quello di Vlasic, la cui esclusione - la prima di questa stagione, dopo sette partite su sette, Coppa Italia compresa, giocate sempre da titolare - aveva stupito non poco alla lettura delle formazioni, non tanto per il rendimento (non era stato finora all’altezza di un anno fa) quanto perché è da sempre considerato uno degli indispensabili. Poco importa se è partito dalla panchina perché il numero 10 del Toro, una volta in campo, ha fatto quanto richiesto da Abate, ossia mostrare tutto il proprio repertorio, la propria qualità. Il croato ha messo un pallone sulla testa di Comuzzo appena sei minuti dopo il suo ingresso (meno reattivo il compagno, in quel caso) e ha poi favorito la rete del 2-1 con il lancio indirizzato al limite dell’area avversaria sul quale Okoye ha pasticciato. Finora Vlasic non aveva convinto del tutto: complice anche il Mondiale, il croato ha avuto bisogno di più tempo del previsto per entrare in condizione. Dopo qualche prestazione opaca, il numero 10 è tornato a fare la differenza, con l’idea di mettere in difficoltà l’allenatore, ora alle prese con un reparto ricco dal punto di vista numerico.

 

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Ilkhan e Ismajli, risorse preziose per Abate

Da Kulenovic e Vlasic ad Ilkhan: nonostante sia rimasto in campo poco più di venti minuti, anche stavolta il centrocampista è entrato col piglio giusto. Non è la prima volta per il turco, che nelle ultime occasioni in cui ha avuto spazio ha saputo giocarsela al meglio. Prima di uscire per infortunio Ilkhan aveva confermato questa sensazione, in un periodo che per lui è stato positivo anche in nazionale, considerata la promozione dall’Under 21 alla prima squadra turca nel corso dell’ultima sosta. Come Adams anche Rodriguez, seppur per motivi diversi, non è ancora al top della condizione: per questo dopo l’intervallo Ismajli ha preso il posto dello svizzero. Il difensore albanese ha guidato con esperienza la retroguardia granata, dimostrando l’affidabilità che finora gli ha consentito - nonostante spesso non sia partito come titolare - di avere il giusto spazio.

 

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