© LAPRESSE"È un po' il film della stagione, questo VAR non ci fa esultare, purtroppo è andata così". Nelle parole dell'allenatore del Verona, Paolo Sammarco, c'è un mix di delusione e tristezza. I gialloblù sono aritmeticamente retrocessi ma vogliono comunque provare a vincere le ultime partite di questa stagione per regalare delle belle emozioni ai propri tifosi. Contro il Como, però, il Verona ha perso 1-0 al termine di un incontro in cui i gialloblù hanno lottato dal primo all'ultimo minuto. Ma tra gol annullati e rigori non concessi dall'arbitro Di Bello (lo stesso di Inter-Roma e del "Fatti i fatti tuoi"), alla fine a trionfare è stata la squadra di Fabregas.
Verona-Como, tre rigori negati: le spiegazioni
Sono stati ben tre i rigori che il Verona ha reclamato nel corso del primo tempo. Al 28' Kempf ha fatto fallo su Bowie. Poco dopo è stato Suslov a cadere in area, spinto da Diego Carlos. Poco prima della fine della prima frazione di gioco, il difensore brasiliano ha poi toccato la palla in area con il braccio. In tutti e tre i casi Di Bello ha lasciato correre, generando la rabbia di giocatori e tifosi. Al termine della partita, infatti, Suslov in conferenza stampa ha detto: "Sul rigore non lo so. Ho sentito un contatto, non lo so".
Luca Marelli dagli studi di Dazn ha analizzato il tutto: “Sul primo la posizione di Bowie era di fuorigioco, il fallo c’era ma il Var non poteva intervenire per segnalare il fuorigioco ed ecco che è rimasta la decisione dell’arbitro. Sul secondo effettivamente Diego Carlos aveva i piedi davanti a Suslov, il contatto c’è stato ma come se ne vedono tanti, non c’erano gli estremi per il rigore. Infine vanno valutati due tocchi di braccio di Diego Carlos, prima sul colpo di testa di Valentini e poi mentre cerca di opporsi a Nelsson, onestamente qualche dubbio resta”.