
Andreoletti, occasione Palermo
Da pochi giorni Matteo Andreoletti dirige l’Empoli, in vista di un esordio, sabato alle 15 in casa contro il Palermo, che non poteva essere più complicato. Ma il neo allenatore degli azzurri toscani avrà tanti tifosi extra che sperano nell’impresa dell’Empoli, risultato che annullerebbe l’unica vera gerarchia del campionato, quella che vede la squadra di Inzaghi superiore a tutti, prima da sola e ancora imbattuta. Andreoletti che ha appena rilevato Guido Pagliuca (sistematosi alla Carrarese al posto di Gabriele Cioffi) che va presentato, visto che frequenta la B da poco e non è molto conosciuto. Di lui, la cosa che più si conosce da sempre, è la profonda vocazione nel fare l’allenatore. Cominciò prestissimo, dopo una carriera da portiere, passata tra Serie C e D, chiusa a 24 anni, quando la vita da allenatore chiamava. Nipote del presidente dell’Albinoleffe, inizia come preparatore dei portieri del Lecco, poi la prima panchina è la Berretti della Pro Patria, a soli 26 anni. Quindi un crescendo niente male, passando per Seregno, Inveruno, Sanremese e Pro Sesto, col club di Sesto San Giovanni debutta su una panchina di C e il suo nome inizia a girare perché chiude la stagione al 4° posto, dopo aver portato la squadra (che all’esordio aveva subito un 6-1 dal Vicenza...) anche in vetta alla classifica.
La promozione con il Padova
Diventa ambito e il 3 luglio 2023 è nominato allenatore del Benevento, è la chiamata di patron Vigorito a dargli la necessaria vetrina, anche se il successivo 23 dicembre viene esonerato dopo un 4-0 subito dal Catania. Poco male, perché la stagione successiva lo chiamano al Padova, la squadra che dà la definitiva svolta alla carriera. Da anni i biancoscudati tentavano invano di tornare in B e ci riescono con lui in panchina, al termine di un testa a testa col Vicenza davvero emozionante, con i storici rivali baincorossi che avevano fatto una rimonta pazzesca ed erano convinti di battere il Padova in volata ma invece prevelse la squadra di Andreoletti che ovviamente meritò anche la riconferma per la B con un contratto fino al 2028, sciolto solo nei giorni scorsi per approdare all’Empoli. E s’arriva dunque allo scorso campionato, il suo unico trascorso su una panchina della seconda serie. Il Padova non ha grandi ambizioni e probabilmente risente anche dell’incertezza societaria, che solo a stagione inoltrata porterà all’arrivo del nuovo patron, il padovano Banzato.
La chiamata dell'Empoli
Ma il 21 marzo scorso Andreoletti viene esonerato dopo quattro sconfitte di fila che fanno precipitare i biancoscudati al 13° posto a tre punti dai playout, classifica che fa scattare l’allarme rosso e porterà alla salvezza dei veneti con Roberto Breda in panchina. Sinché lo scorso settembre, Andreoletti torna in auge: prima ottiene il patentino Uefa Pro, poi la chiamata dell’Empoli, 13° in classifica con 6 punti, squadra che parrebbe replicare la scorsa tribolata annata, quando i toscani arrivavano dalla A e alla fine rischiarono la C. Ma se col Palermo ci dovesse uscire una super partita degli azzurri, chissà che poi sbocci tutt’altra stagione. Sia per l’Empoli che per Andreoletti.
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