Dall'Igna gela Bagnaia, polveriera Ducati: "Il nostro futuro è Aldeguer"

Altra delusione per Pecco, solo 8° a 12 secondi dal compagno di squadra su una pista dove dominava da tre anni: "Non è accettabile, la squadra mi deve spiegazioni"

Torino - Avete presente cosa vuole dire andare in ferie stravolto, frustrato per la situazione professionale, ricaricarsi e ripresentarsi al lavoro per ritrovarsi nella situazione in cui non funziona nulla, mentre il vicino di scrivania riprende a collezionare successi? Vi viene voglia di mollare tutto, potendo. Così vi sfogate, cercando magari aiuto, ma l’effetto è solo quello di provocare una gelida risposta del capo, che ti boccia senza tante mezze misure ed esalta il tuo sostituto, che ne frattempo s’è già messo e sta facendo crescere in casa. Se avete provato qualcosa del genere, nell’estate delle Rosse dei separati in casa siete in celebre compagnia. Perché è quello che prova (in situazione opposta rispetto a quanto succede a Lewis Hamilton in Ferrari) Pecco Bagnaia, sempre più scavalcato nelle gerarchie Ducati e non solo dal neo e ingombrante compagno di squadra Marc Marquez che continua a dominare in lungo e in largo. Anche in Austria, su una pista dove non aveva mai vinto e che negli ultimi tre anni era stata riserva di caccia esclusiva del torinese. Un Bagnaia che invece dopo il ritiro per un problema ancora non chiarito nella Sprint di sabato, finisce il GP soltanto 8° a 12 secondi dallo spagnolo.

Dall’Igna: "Aldeguer è il futuro"

E a lottare con lui sono prima Marco Bezzecchi con l’Aprilia e poi Fermin Aldeguier con la Ducati dello scorso anno (la GP24 amata da Pecco tanto quando odia la GP25), provocando un ulteriore getto di bile nella parte affranta del box rosso ufficiale. Il tutto fatto deflagrare dal commento a caldo di Gigi Dall’Igna: "La gara di Pecco è stata sicuramente sottotono, un’occasione sprecata. Quella di Fermin è stata incredibile, come la sua crescita: sarà sicuramente il futuro di Ducati". Forse troppo per l’orgoglio umiliato di un campione che tre anni fa ha riportato la Ducati e l’Italmoto sul tetto del mondo e le ha tenute lì nel 2023, perdendo il titolo con Jorge Martin la scorsa stagione per troppo errori nonostante 11 vittorie nei GP e 5 nelle Sprint su 20 weekend di gara. Quest’anno il conto è di un successo solo su 14. Ad Austin, grazie alla caduta di Marquez, col quale lotta per poche curve, prima di finire nelle retrovie. "Cos’è successo? Non me lo spiego - afferma Bagnaia -. Ho finito la gomma dietro e ho iniziato a perdere posizioni, finendo a 12 secondi da Marc. Ho mollato? No, sono sempre concentrato, ma non riuscivo ad accelerare: mi sorpassavano tutti in uscita di curva. Spero che la Ducati mi dia delle spiegazioni, perché sto perdendo la pazienza"

Bagnaia: "Superato il limite"

Mai così duro, così diretto, così frustrato. Alla Hamilton, praticamente le stesse parole (a parte i dossier su come cambiare la squadra). "Sto facendo tutto quello che Ducati mi chiede, ma non cambia nulla e loro non mi dicono nulla: non so più cosa pensare - dice serio Pecco -. Quello che è successo sabato è stato oltre il limite, perché non puoi accettare una cosa così e non la può accettare neanche un team. Non riesco a capire quello che sta succedendo ed è molto difficile da accettare". Crede in se stesso Pecco, non nella Ducati. "So il mio potenziale e so quello che ho fatto fino all’anno scorso. Quest’anno sembra che mi sia dimenticato come si fa. C’è qualcosa che quest’anno non sta funzionando. Spero di tornare a divertirmi e a lottare per vincere, ma so che non succederà perché se dall’inizio dell’anno non è cambiato niente, non credo che cambierà adesso". Un addio? "La mia mentalità è sempre che quando tornerò sarà ancora più bello, ma vedremo".

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