
Con anima e cuore
Marzio Perrelli, Ceo di America’s Cup, è stato uno dei primi a testimoniare di come Napoli si sia lanciata nel progetto di America’s Cup con l’anima e con il cuore. Da Bagnoli a Ponticelli, dall’area ovest a quella est della città, le vele sono entrate nel dna dei partenopei al pari del calcio come dibattito quotidiano. Un mantra che durerà per un anno intero e, se tutto andrà per il verso giusto, anche fino al 2029 perché c’è tanta possibilità che la Coppa rimanga anche per un’altra edizione se Napoli farà la sua parte come tutti aspettano. E allora taxi, bar, alberghi, ristoranti. Vedere passeggiare neozelandesi, velisti di Luna Rossa, di Gb1 o di American Racing Challenge con le loro T-shirt multicolori è diventata una piacevole abitudine con la parola d’ordine “America’s Cup” e l’obbligo di coccolare velisti il cui spettacolo porterà Napoli nel mondo intero.
PRESENTE
«Napoli sarà il valore aggiunto di questa Coppa America, perché è un mondo nel mondo, è unica. Ci aspettiamo tanto pubblico e speriamo che facciano tutti il tifo per Luna Rossa. Andare in giro per Napoli con l’uniforme non è banale, perché ovviamente noi non siamo dei calciatori, quindi non siamo riconoscibili come loro, però quando indossi questa maglia ti porta subito a un altro livello» le parole del Ceo di Luna Rossa Max Sirena qualche giorno fa. Ed effettivamente Napoli ha risposto presente. Anche se, in termini di eventi collaterali, sembra che l’appuntamento importante sarà quello della prossima primavera. Per le regate si annuncia poco, a parte una mostra, “Sail Canvas”, in via Nazario Sauro. Il resto è attesa e voglia di salire sulle pedane galleggianti dal 24 al 27, oppure sulla passerella sopraelevata di via Caracciolo. Anche se saranno fondamentali i maxischermi posizionati in Rotonda Diaz e Piazza Vittoria.
QUANTI APPUNTAMENTI
Sono tante, però, le iniziative che permetteranno alle periferie di godere della Coppa. Nel mese di agosto scorso un’iniziativa di Sport e Salute portò la coppa al Centro Pino Daniele di Caivano con centinaia di bambini che salirono sugli optimist che navigarono in piscina mossi da enormi ventilatori. Ora è venuto il momento del secondo tempo. Saranno gli RS21 della Federazione ad accogliere sul campo di regata 300 bambini di Caivano accompagnati dai pulmini di Sport e Salute, il soggetto attuatore del Governo per la Coppa America. E così si creerà quell’osmosi tra centro e periferia che è la legacy che la Coppa America vuole lasciare. Allo stesso modo i giovani velisti di Mascalzone Latino, la scuola vela voluta da Vincenzo Onorato che insegna ad andar per mare a giovani di quartieri disagiati di Napoli. Spettatori privilegiati i proprietari di piccoli e grandi natanti che già questa estate hanno “giocato” con i foil delle squadre che quasi li hanno puntati facendone boe. Sempre però con il massimo rispetto.
SIMPATIA
«Abbiamo sentito il tifo, il calore - ancora le parole di Max Sirena - Abbiamo “giocato” con le barche ed abbiamo sentito un grandissimo rispetto nei nostri confronti. Sono stati tutti molto rispettosi del nostro lavoro, cauti, perché sanno che ci giochiamo qualcosa di importante. Per noi, per Napoli, per l’Italia intera. Speriamo e contiamo sul tifo, sicuramente di tutti i napoletani, ma anche di tutta l’Italia». Ma Team New Zealand, in qualche modo padrone di casa perché ricorda in continuazione di aver scelto Napoli per disputare la coppa, gioca anche la sua carta simpatia. Azzurro come il colore di Napoli, è stato dipinto il foil dell’AC75 che si giocherà la coppa. La scritta bianca Napoli captatio benevolentia? Per la Coppa dice ancora Sirena si fa tutto, come in guerra e per amore. Napoli protagonista e spettatrice allo stesso tempo. Di certo vedere solo gli allenamenti degli AC40 è uno spettacolo e soltanto un’anticipazione di quello che accadrà per le preregate di settembre. Per le big boat si dovrà attendere la prossima primavera. Le condizioni del golfo favoriscono, dicono i tecnici, velocità incredibili e chissà che non si riesca anche a superare a Napoli i 50 nodi fatti registrare da New Zealand ad Auckland. Un record nel record per la Coppa di Napoli.
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