
Quentin Delapierre: stiamo crescendo
Specialista della vela ad alta velocità, Quentin Delapierre ha maturato una solida esperienza sulle imbarcazioni foiling partecipando ai Giochi di Tokyo 2020 nella classe Nacra 17, timonando regolarmente i catamarani volanti del circuito SailGP e avendo condotto l’AC75 di Orient Express Racing Team nella 37ª America’s Cup. Lo skipper e timoniere di La Roche-Posay Racing Team è la vera guida sportiva della sfi da francese alla 38a America’s Cup.
Vi presentate alle regate preliminari di Napoli dopo il vostro esordio a Cagliari con un quarto posto, dietro solo alle due barche di Luna Rossa e a una delle due di Emirates Team New Zealand. Com’è l’umore del team?
«Il risultato alla Preliminary Regatta Sardinia dello scorso maggio è stato piuttosto soddisfacente. Eravamo una squadra nuova e stavamo lanciando la campagna di Coppa America, ma possiamo fare meglio. A Cagliari abbiamo regatato nella media, ci mancava un po’ più di sicurezza per essere al top. A Napoli, probabilmente avremo una velocità migliore e saremo più competitivi».
Il risultato di Cagliari ha infl uito in qualche modo sul vostro programma di allenamento?
«Tornati alla nostra base a Lorient ci siamo concentrati principalmente sull’AC75 per rimetterlo in acqua e mettere a punto il suo programma di sviluppo. Questo è sempre stato l’obiettivo principale per l’intero team e, in particolare, per i velisti. Dopo Cagliari, l’AC40 è rimasto in rimessa, in attesa che il team tecnico lo rimettesse in acqua a Napoli nella prima metà di settembre in vista delle prime sessioni di allenamento».
Quali sono i vostri obiettivi nelle regate preliminari di Napoli?
«Il principale è conoscere il campo di regata dell’America’s Cup in un contesto agonistico, molto importante per la nostra campagna e per quando l’anno prossimo si regaterà con l’AC75. Poi, si tratta pur sempre di una regata, anche se si disputa con gli AC40, che noi vogliamo vincere».
Vi allenate e regatate con un solo AC40, invece di due come GB1, Emirates Team Team New Zealand e Luna Rossa. È uno svantaggio?
«Un po’ sì, ma questo non signifi ca che avremo dei limiti. Anzi, penso che la struttura del team con una barca sola abbia anche alcuni vantaggi in termini di collaborazione tra l’equipaggio, il team tecnico e gli addetti alla prestazione della barca. Crediamo di poter costruire un alto livello di affi atamento e fi ducia reciproca. Stiamo facendo un ottimo lavoro con un solo AC40, e riuscire a tenere il passo dei team di punta è già un ottimo segnale per la campagna di Coppa America con l’AC75».
Quanto è impegnativo dedicarsi alle regate preliminari della classe AC40 rimanendo concentrati sulla campagna di Coppa America che si disputerà l’anno prossimo con gli AC75?
«Il programma è davvero molto intenso. L’AC75 richiede una grande attenzione e comporta un notevole lavoro di sviluppo. Bisogna inoltre dedicare moltissimo tempo agli ingegneri e al team tecnico, per assicurarci di sviluppare la barca nel modo più rapido ed effi ciente possibile. Gestire la stanchezza e le energie è fondamentale».
Ha già regatato altre volte a Napoli?
«No, prima di queste regate preliminari non ero mai stato a Napoli. Ma ricordo che già dopo la prima sessione di allenamento, la settimana scorsa, eravamo davvero tutti entusiasti di navigare su questo mare con una brezza marina moderata che, verso la fi ne della giornata, diventa molto instabile. È stata davvero una bella sorpresa. Penso che Luna Rossa e, probabilmente anche i neozelandesi, che hanno trascorso un po’ più di tempo qui ad allenarsi, saranno avvantaggiati. Ma in regata tutto può succedere, quindi non sono preoccupato. Sapremo trovare il ritmo giusto e ci godremo le regate di Napoli».
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