Musetti-Berrettini, una nuova rivalità

La finale di Napoli può aprire un altro capitolo nella storia del tennis italiano

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Daniele AzzoliniDaniele Azzolini

Pubblicato il 23.10.2022, 11:48 (Aggiornato il 23.10.2022, 13:51)

6 min

Tennis, Napoli: le perle di Musetti e Berrettini

È ciò che ha fatto Lollo, nel corso di un match in cui ha risposto di getto alle prime forzature di Miomir, e da lì ha pianificato una strategia “a strappi” che lo ha elevato là dove il serbo non osa nemmeno guardare. Poggiando su un servizio incisivo e un dritto quanto mai penetrante, Musetti ha cosparso il match di perle, fino ad abbagliare Kecmanovic. Smorzate lucenti e improvvise randellate scintillanti, che hanno reso la vita impossibile a Miomir fino a spegnere qualsiasi volontà di reazione. Puntuale il break a favore di Lollo nel quinto game dei due set, e da lì la recita impeccabile fino alla vittoria. "Ho giocato un ottimo tennis, me lo concedo. Lui ha nelle accelerazioni improvvise la parte migliore del suo gioco, ma sono riuscito sempre a contenerle", ha spiegato un Musetti assai poco stupito del valore dell’impresa. 
Prima di lui Berrettini, partito malissimo contro McDonald, poi ripresosi con la forza di volontà che sa mettere nei momenti negativi. Un infortunio alla pianta del piede sinistro ("Non si tratta di vesciche, ma non sappiamo ancora che cosa sia") gli è costata la chiamata del medico sul 5-2 del primo set, ma ha reagito tra una smorfia di dolore e l’altra ("Ho pensato al ritiro, ma non volevo apparire quello che si piange addosso. Fossi stato all’estero probabilmente mi sarei fermato"), e l’ha fatto ripartendo dal servizio e dal dritto che a cominciare dal secondo set hanno preso a cambiare il match. Due break operati e due subito concessi all’avversario, fino a un tie break in cui Matteo ha preso il comando delle operazioni per non lasciarlo più. Il terzo set si è risolto su un break ottenuto sul 3 pari, ma il gioco dell’americano era già andato scemando. Due ore e 25 minuti di gioco, che peseranno sulla finale odierna, sempre che Matteo riesca a giocarla. È la sua quarta, quest’anno, quasi un miracolo per quanto poco ha giocato. 
Con Musetti è il primo confronto. La vittoria vale il 13° posto per Matteo e il 23° per Lorenzo. È l’inizio di una nuova rivalità. Serviranno motivazioni sempre più forti.

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