Fenomeno Jannik Sinner, nulla sarà più come prima
Nessun aggettivo risulta eccessivo per celebrare l'impresa del Golden Boy dello sport italiano: c'è, anche in Coppa Davis, la consacrazione del Fenomeno Azzurro
Berrettini e Sonego: l'unione del gruppo
Il tennis è uno sport individuale, però, in Davis si trasforma nell'espressione di un collettivo cementato dall'amicizia e dall'unione del gruppo. L'abbiamo capito in questi giorni di Malaga, a cominciare dalla presenza di Matteo Berrettini nelle inedite vesti di primo tifoso non giocatore; dalle parole che Sonego ha rivolto a Sinner dopo avere vinto il doppio sugli olandesi: "Jannik ha una grande forza interiore capace di andare oltre il talento. Lui è un ragazzo umile, allegro e molto disponibile. È stato molto carino a invitarmi alle Atp Finals e ho fatto un tifo infernale per lui. Noi non vinciamo per Sinner, ma con Sinner. I tennisti sono abituati a pensare individualmente, la bellezza della Davis è che si diventa squadra. Jannik è il primo a volere il bene del gruppo. È tutto fuorché una primadonna". Parafrasando Michael Jordan, si può dire che con il talento si vincono le partite, con il lavoro di squadra e l'intelligenza si può andare in finale di Coppa Davis dopo un quarto di secolo. Soprattutto, perché solo pochi sono così grandi da pensare al bene comune prima che a se stessi. Sinner è fra questi.
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