Sinner, la mamma Siglinde e il coraggio che manca: "Non volevo dirglielo ma era l'ultima chance..."

A Torino tra sparring e Go-Kart, Jannik si rilassa e si diverte. E rivela quel clamoroso retroscena sulla presenza della madre

TORINO - Gracilino? Sì, buonanotte! La tv frega e lo frega. Nel piccolo schermo pare più basso e magro di quello che è quando lo vedi dal vivo, dalla tribuna del Circolo della Stampa Sporting dove Jannik Sinner, ieri, ha scaldato i motori a due passi dall’Inalpi Arena, teatro delle ormai prossime Atp Finals. Ad ammirare la sua elegante e precisa potenza duecento tifosi fortunati, riusciti a prendere al brucio i biglietti volatilizzatisi appena si è saputo che il campione aveva cambiato i programmi. Quaranta minuti di scambi con il giovane sparring partner ceco Maxim Mrva, (n 355 al mondo e classe 2007) per poi affinare la tecnica con Simone Vagnozzi sotto l’occhio clinico di Darren Cahill. Il tutto in un religioso e sabaudo silenzio osservato da chi era seduto e rispettosamente assisteva al lavoro di mister Jannik. Accolto da un applauso e un boato quando ha messo piede in campo e al termine delle singole mini-sessioni di allenamento. Troppa voglia di Sinner vero, dal vivo, per far cadere in caciara la condivisione spazio-temporale dell’ora abbondante vissuta nel training center che offre la stessa superficie su cui gli 8 migliori tennisti al mondo si sfideranno per una settimana a partire da domenica. E così a far rumore c’era soprattutto la pallina colpita “piena” dal rosso, particolarmente disinvolto e sciolto sotto rete, nel filotto di volée a cui si è sottoposto per testare la sua abilità nel gioco più aggressivo che si è imposto e vuole imporre agli avversari. Oggi conoscerà a mezzogiorno con chi se la dovrà vedere nel proprio girone, nella speranza di approdare alle semifinale quindi alla finalissima per puntare a un fantastico bis dopo il trionfo del 2024.

Sinner carichissimo per le Atp Finals

Ieri pomeriggio Jannik si è presentato al Circolo dove è cresciuto e si allena tuttora Lorenzo Sonego, suo grande amico nonché compagno di vittoria nella Davis 2023: qualche selfie coi tifosi che lo hanno incrociato all’ingresso, quindi gli spogliatoi dei campioni, un giro in palestra al piano superiore e poi il primo allenamento sotto la Mole. La sensazione che ha regalato è quella di chi vive una condizione fisica decisamente buona. Il fatto che il ragazzo si senta al top arriva indirettamente dalle indiscrezioni emerse dalla prima serata torinese precedente, vissuta a Moncalieri. Dove ha portato il team per misurarsi sui kart e stampando il tempo migliore. Perché il tennis a questi livelli richiede massimo impegno ma non solo: guai finire nell’imbuto del professionismo talebano che porta inevitabilmente all’inferno. Del resto è lo sport del diavolo per cui è sempre meglio tenersi un margine di distanza.

 

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Sinner su Cahill e mamma Siglinde

Ieri, invece, a fine seduta, il saluto al pubblico, la stretta di mano con “I Pinguini Tattici Nucleari”, che stasera con Max Pezzali animeranno lo show di inaugurazione all’Inalpi Arena, quindi l’incontro col presidente della Regione, Cirio, che lo ha omaggiato di un Barolo Damilano dell’anno di nascita di Sinner e infine il saluto della città con l’assessore allo sport Carretta. Intanto sono rimbalzate le risposte più interessanti del tennista nell’intervista esclusiva rilasciata a Sky. "Convincere Cahill ad andare avanti? Ancora dobbiamo parlare, perché la stagione non è finita: a Torino, sappiamo cosa c’è in palio. Lui ha compiuto 60 anni, è, in questo mondo da 40-45: capisco anche lui. Io mi vedo insieme a Cahill ancora per un altro anno, perché è la persona che va forse anche oltre il concetto di allenatore: è un po’ come il padre che unisce tutto il team, soprattutto quando le cose non vanno benissimo. È stato fondamentale fino a ora per la mia crescita, per quello che sono. È stato fondamentale anche per Simone Vagnozzi perché mi ha preso quando ero tra i primi dieci e anche lì dalla parte dell’allenatore c’è tanta pressione. Spero di convincerlo". Quindi una battuta su mamma Siglinde: "A Roma non ha visto nessuna partita, ma era in tribuna per la finale, l’ho persa. A Parigi c’era, l’ho persa. Quando mi ha informato che sarebbe venuta a Wimbledon, non ho voluto dirle che era la sua ultima possibilità...!". Oggi Sinner alza il livello allenandosi con De Minaur, proprio a mezzogiorno quando ci sarà il sorteggio.

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TORINO - Gracilino? Sì, buonanotte! La tv frega e lo frega. Nel piccolo schermo pare più basso e magro di quello che è quando lo vedi dal vivo, dalla tribuna del Circolo della Stampa Sporting dove Jannik Sinner, ieri, ha scaldato i motori a due passi dall’Inalpi Arena, teatro delle ormai prossime Atp Finals. Ad ammirare la sua elegante e precisa potenza duecento tifosi fortunati, riusciti a prendere al brucio i biglietti volatilizzatisi appena si è saputo che il campione aveva cambiato i programmi. Quaranta minuti di scambi con il giovane sparring partner ceco Maxim Mrva, (n 355 al mondo e classe 2007) per poi affinare la tecnica con Simone Vagnozzi sotto l’occhio clinico di Darren Cahill. Il tutto in un religioso e sabaudo silenzio osservato da chi era seduto e rispettosamente assisteva al lavoro di mister Jannik. Accolto da un applauso e un boato quando ha messo piede in campo e al termine delle singole mini-sessioni di allenamento. Troppa voglia di Sinner vero, dal vivo, per far cadere in caciara la condivisione spazio-temporale dell’ora abbondante vissuta nel training center che offre la stessa superficie su cui gli 8 migliori tennisti al mondo si sfideranno per una settimana a partire da domenica. E così a far rumore c’era soprattutto la pallina colpita “piena” dal rosso, particolarmente disinvolto e sciolto sotto rete, nel filotto di volée a cui si è sottoposto per testare la sua abilità nel gioco più aggressivo che si è imposto e vuole imporre agli avversari. Oggi conoscerà a mezzogiorno con chi se la dovrà vedere nel proprio girone, nella speranza di approdare alle semifinale quindi alla finalissima per puntare a un fantastico bis dopo il trionfo del 2024.

Sinner carichissimo per le Atp Finals

Ieri pomeriggio Jannik si è presentato al Circolo dove è cresciuto e si allena tuttora Lorenzo Sonego, suo grande amico nonché compagno di vittoria nella Davis 2023: qualche selfie coi tifosi che lo hanno incrociato all’ingresso, quindi gli spogliatoi dei campioni, un giro in palestra al piano superiore e poi il primo allenamento sotto la Mole. La sensazione che ha regalato è quella di chi vive una condizione fisica decisamente buona. Il fatto che il ragazzo si senta al top arriva indirettamente dalle indiscrezioni emerse dalla prima serata torinese precedente, vissuta a Moncalieri. Dove ha portato il team per misurarsi sui kart e stampando il tempo migliore. Perché il tennis a questi livelli richiede massimo impegno ma non solo: guai finire nell’imbuto del professionismo talebano che porta inevitabilmente all’inferno. Del resto è lo sport del diavolo per cui è sempre meglio tenersi un margine di distanza.

 

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Sinner su Cahill e mamma Siglinde