Tennis, cambiano le regole per Sinner e Alcaraz: clamorose decisioni dell'ATP, c'è anche la doccia!

Già dall'Australian Open si andrà in campo con tante novità. Ecco tutti i dettagli

Il 2025 del tennis mondiale è andato in archivio con le grandi immagini che hanno regalato gli azzurri ai sempre più numerosi appassionati, su tutte quelle di Sinner alle Nitto ATP Finals e dei protagonisti della terza vittoria consecutiva in Davis Cup. Non si possono e devono però dimenticare i tanti infortuni e gli altrettanti malori che hanno colpito indistintamente in ogni latitudine e in più tornei. Sono ancora fresche le immagini dei ritiri a Cincinnati e Shanghai, due Masters 1000, con i giocatori sofferenti e stremati. L’ATP è stata investita da numerose critiche in merito soprattutto in quanto priva di un’adeguata “heat policy, già realtà a livello di tornei Slam, con particolare attenzione a quello di inizio anno nell’assolata e sempre più calda Melbourne, e di regolamenti WTA. L’ATP ha affrontato il delicato tema e dato vita a delle nuove normative che già dal 2026 dovrebbero migliorare la situazione a tutela in prima battuta dei giocatori, i veri autori dello spettacolo, e dei tornei che certo non trovano nei ritiri e nei forfait degli attori sul campo le condizioni ideali per essere sempre più appetibili.

I provvedimenti

Tra i provvedimenti che entreranno in vigore già a partire dalla stagione che verrà, alcuni meritano di essere sottolineati. Il primo è quello dei “cooling breaks”: verranno introdotte pause dedicate al raffreddamento che consentiranno ai giocatori di abbassare la temperatura corporea e recuperare lucidità ed energie quando le condizioni climatiche lo richiederanno in quanto particolarmente difficili. Nello specifico al raggiungimento dei 30.1° nella scala WBGT, cioè l’indice di stress termico che combina temperatura, umidità e radiazioni dei raggi solari, durante i primi due set (a livello Atp si gioca al meglio dei due set su tre), richiedibile da parte dei giocatori. La pausa ovviamente si applicherà ad entrambi, della durata di 10 minuti tra secondo e terzo parziale; con la concessione anche di doccia e coaching, oltre a un maggiore riposo e al cambio di indumenti. In questo lasso temporale lo staff medico dell’Atp potrà anche verificare le condizioni di idratazione e la temperatura corporea dei protagonisti. Nel doppio non ci sarà un’interruzione formale, ma saranno permessi “90 secondi di idratazione in più” se la scala WBGT sarà pari o superiore ai 31°.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Tennis

Le misure contro il caldo

Il provvedimento principale è però quello della possibilità di sospendere i match sui campi esterni qualora vengano raggiunte temperature estreme. Ciò diventerà reale quando la scala WBGT raggiungerà o andrà oltre la soglia termica dei 32,2° per uno spazio temporale maggiore di quindici minuti. Uno stop che verrà esteso a tutti gli incontri in quel momento coinvolti, e che entrerà in vigore alla conclusione del game in corso o di un eventuale tie-break. La partita o le partite sospese potranno riprendere solo quando la famigerata scala scenderà per almeno 20 minuti sotto i 30,5°. Esiste anche una norma di nuova concezione legata, ove sia presente, alla chiusura del tetto passando dall’outdoor all’indoor. Potrà attuarsi laddove si raggiungano i 32° della scala già indicata o una temperatura della superficie del campo di 45°. In tali casi si procederà alla copertura al primo cambio campo o alla fine di un set. Proprio gli Australian Open saranno un perfetto banco di prova per capire l’efficacia delle nuove normative e l’impatto che avranno sui grandi eventi tennistici, anche in considerazione del fatto che dovranno interfacciarsi con le sempre più fitte programmazioni televisive.

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Il 2025 del tennis mondiale è andato in archivio con le grandi immagini che hanno regalato gli azzurri ai sempre più numerosi appassionati, su tutte quelle di Sinner alle Nitto ATP Finals e dei protagonisti della terza vittoria consecutiva in Davis Cup. Non si possono e devono però dimenticare i tanti infortuni e gli altrettanti malori che hanno colpito indistintamente in ogni latitudine e in più tornei. Sono ancora fresche le immagini dei ritiri a Cincinnati e Shanghai, due Masters 1000, con i giocatori sofferenti e stremati. L’ATP è stata investita da numerose critiche in merito soprattutto in quanto priva di un’adeguata “heat policy, già realtà a livello di tornei Slam, con particolare attenzione a quello di inizio anno nell’assolata e sempre più calda Melbourne, e di regolamenti WTA. L’ATP ha affrontato il delicato tema e dato vita a delle nuove normative che già dal 2026 dovrebbero migliorare la situazione a tutela in prima battuta dei giocatori, i veri autori dello spettacolo, e dei tornei che certo non trovano nei ritiri e nei forfait degli attori sul campo le condizioni ideali per essere sempre più appetibili.

I provvedimenti

Tra i provvedimenti che entreranno in vigore già a partire dalla stagione che verrà, alcuni meritano di essere sottolineati. Il primo è quello dei “cooling breaks”: verranno introdotte pause dedicate al raffreddamento che consentiranno ai giocatori di abbassare la temperatura corporea e recuperare lucidità ed energie quando le condizioni climatiche lo richiederanno in quanto particolarmente difficili. Nello specifico al raggiungimento dei 30.1° nella scala WBGT, cioè l’indice di stress termico che combina temperatura, umidità e radiazioni dei raggi solari, durante i primi due set (a livello Atp si gioca al meglio dei due set su tre), richiedibile da parte dei giocatori. La pausa ovviamente si applicherà ad entrambi, della durata di 10 minuti tra secondo e terzo parziale; con la concessione anche di doccia e coaching, oltre a un maggiore riposo e al cambio di indumenti. In questo lasso temporale lo staff medico dell’Atp potrà anche verificare le condizioni di idratazione e la temperatura corporea dei protagonisti. Nel doppio non ci sarà un’interruzione formale, ma saranno permessi “90 secondi di idratazione in più” se la scala WBGT sarà pari o superiore ai 31°.

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