Il duello Alcaraz-Cobolli finisce a sfottò e flessioni. L'eroe della Davis: "Un 2025 magico"

Flavio perde in allenamento e paga caricandosi sulle spalle Carlos che deve digerire il divorzio da Ferrero

Allenarsi insieme al numero uno del mondo per arrivare nella Top 10. È il piano, sicuramente ambizioso, di Flavio Cobolli in vista del prossimo anno, che sarà l’ultimo nel tour per Stan Wawrinka, come annunciato dallo stesso 40enne elvetico ex n.3 Atp. Il 23enne romano, grande protagonista nel terzo trionfo consecutivo dell’Italia in Coppa Davis a fine novembre a Bologna, dopo aver iniziato un paio di settimane fa la preparazione nel Principato di Monaco, ha infatti raggiunto da qualche giorno Carlos Alcaraz. Un’esperienza che il figlio d’arte aveva già sperimentato in vista dell’annata 2024 (in quel caso facendo base a Villena, sede della Ferrero Academy) e che, a dispetto delle intenzioni, a causa di problemi fisici non aveva potuto ripetere dodici mesi fa dopo il balzo fino ai primi 30. Un’ascesa proseguita anche nel 2025, chiuso al 22° posto del ranking dopo essersi spinto fino al n.17. “Ho affrontato tante battaglie e ho vissuto momenti che non scorderò mai, che porterò sempre con me. Grazie 2025!! Questo è solo l’inizio. Continuerò a lavorare insieme al mio team per migliorare e raggiungere nuovi obiettivi, come sempre dando il massimo, divertendomi e facendo ciò che amo”, le parole sui social di Flavio, che archivia l’anno con 36 vittorie e 28 sconfitte.

“Si paga... come sempre”

Gli acuti, in particolare, i titoli a Bucarest in aprile e poi nel ‘500’ di Amburgo, entrambi sulla terra (superficie dove ha raggiunto il 3° turno al Roland Garros), poi sull’erba i quarti ad Halle e soprattutto a Wimbledon, quindi sul cemento gli ottavi nel 1000 di Toronto e il 3° turno agli US Open, fino all’apoteosi con la maglia della Nazionale e la conquista dell’insalatiera. Per tentare un ulteriore step ora la condivisione con il fenomeno di El Palmar, stavolta nell’accademia murciana della famiglia Alcaraz dopo la rottura con Juan Carlos Ferrero. Una notizia giunta inattesa, considerando gli otto trofei messi in bacheca (tra cui Roland Garros e Us Open) nel 2025 dal classe 2003, tornato a sedersi sul trono a scapito di Jannik Sinner. Però per tacitare critiche e voci il 22enne spagnolo ha optato per il modo che meglio conosce, ovvero correre sul campo con il sorriso. Ed è proprio questo clima che, da quanto è dato vedere, accompagna le intense sessioni di lavoro. Ad esempio in un video postato sulle storie Instagram di Stefano Cobolli, padre e coach di Flavio, con la scritta “Si paga... come sempre”, si vede l’azzurro costretto a una ‘penitenza’ particolare dopo aver perso una sfida di campo: Carlitos è sulle spalle dell’italiano, che lo porta così in giro, e finge di colpirlo come un fantino con il cavallo.

Coach Alcaraz: è toto-nomi

Risate e sorrisi, mentre Flavio si esibisce in squat con lo spagnolo sulle spalle a fare il gesto del torero, prima dell’abbraccio, fraterno, tra due giovani atleti tra i quali l’intesa è immediata, magari proprio dal 6-0 6-2 7-5 dell’unico testa a testa, al Roland Garros 2023. Momenti di svago tra un allenamento e l’altro, con a guidare le operazioni Samuel Lopez, per ora promosso al ruolo di coach ad interim anche se il toto-nomi è in pieno fermento. In tanti, tra gli addetti ai lavori, affermano che sarà difficile trovare un degno erede di Ferrero (i media iberici indicano questioni economiche al momento del rinnovo del contratto alla base della separazione), in ogni caso Carlitos ha un obiettivo chiaro: arrivare a Melbourne disteso, con il cervello sgombro e senza farsi travolgere dal polverone mediatico, per andare a caccia dell’unico Major che ancora gli manca.

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