© Getty ImagesNon capita a tutti l’opportunità di preparare la nuova stagione insieme al numero uno del mondo. Flavio Cobolli, reduce da un 2025 che lo ha proiettato tra i big del circuito (ha chiuso l’anno al 22° posto in classifica, dopo aver toccato un best ranking da n.17), si è allenato una settimana con Carlos Alcaraz, sui campi in cemento dell’accademia di Murcia. Un bel premio per il 23enne azzurro che con la maglia della Nazionale ha indossato i panni dell’eroe in Coppa Davis, dando un contributo fondamentale al terzo trionfo consecutivo della squadra capitanata da Filippo Volandri. Un exploit che, dopo i quarti a Wimbledon e i due titoli sulla terra (prima a Bucarest e poi ad Amburgo), ha dato ulteriore convinzione al giovane romano in vista di un’annata che si preannuncia cruciale per la sua crescita, con l’ambizione di puntare alla Top 10. "Le due ore di allenamento con Alcaraz sembrano solo venti minuti, mentre quando ti alleni con un altro giocatore sembrano davvero due ore - ha raccontato Cobolli in un’intervista al Tg1 parlando delle sessioni svolte con il campione spagnolo -. Ovviamente mi sta dando tanti consigli, ma anche quando non dice nulla io imparo comunque moltissimo anche solo osservandolo".
Cobolli onesto: "Lavoro molto ma Sinner è ancora tanto lontano da me"
Anche se è diventato uno degli uomini copertina del tennis tricolore, Flavio mantiene i piedi ben saldi a terra, prendendo proprio come punti di riferimento Alcaraz e Sinner, ormai dominatori del circuito da un paio d’anni a questa parte. "Bisogna essere anche un po’ realisti nella vita, uno ci prova e lavora tutti i giorni per arrivare dove è lui, ma riconosco anche il fatto che Jannik in questo momento è ancora molto lontano da me". Dunque consapevolezza, umiltà e voglia di mettersi in gioco per la definitiva consacrazione. "Cosa devo migliorare nel 2026? Secondo il mio team, tutto. Mi reputo molto forte in alcune aree, ma in altre in effetti so di avere ancora tanti margini di crescita", ha ammesso con sincerità il giocatore capitolino, in mattinata atteso ad Anagni per ricevere il Premio Internazionale Bonifacio VIII insieme al padre Stefano. Proprio al nonno paterno Cobolli aveva consegnato l’insalatiera conquistata a Bologna: "Ma dopo un po’ mi ha restituito il trofeo perché quando girava per Roma lo fermavano tutti per strada e gli chiedevano ‘Ammiraglio, dov’è la coppa dell’Italia?’. E lui non ce la faceva più…". Sarà in una competizione a squadre, la United Cup mista, al via dal 2 gennaio in Australia l’esordio nel 2026 di Flavio, affiancato da Andrea Vavassori, Andrea Pellegrino, Jasmine Paolini, Sara Errani e Nuria Brancaccio.
Alcaraz saluta Ferrero e accoglie Lopez
A prendere il suo posto a Murcia come compagno di allenamenti di Carlitos sarà ora l’esperto connazionale Roberto Bautista Agut. Intanto, tramite i social, arrivano le prime parole da capo allenatore di Samuel Lopez, dopo l'addio a Juan Carlos Ferrero. Il 55enne di Alicante sul suo account Instagram ha pubblicato una foto con l'intera squadra cercando di trasmettere tutta la motivazione che prova quando pensa al futuro: "Prima settimana di pre-stagione completata. Dopo aver superato i controlli medici, abbiamo iniziato con buone sensazioni, tanto lavoro e grande impegno. Continuiamo ad allenarci con entusiasmo, ambizione e unità, concentrati nel crescere giorno dopo giorno con l'obiettivo di continuare a fare la storia di questo sport”.
