Binaghi, da Sinner e Musetti a Darderi e Cobolli: "Il tennis italiano c'è". E sul quinto slam...

Il presidente della Federazione Italiana tennis e padel ha parlato in merito alle condizioni attuali dei tennisti italiani. Sullo sfondo Roma: ecco perché
Binaghi, da Sinner e Musetti a Darderi e Cobolli: "Il tennis italiano c'è". E sul quinto slam...© Marco Canoniero

"Questo Slam, quello di Melbourne, è storicamente il più indigesto per i nostri giocatori quindi, visti i risultati, direi che ci siamo: il tennis italiano c'è. E oltre alla conferma continua di Sinner, anche Musetti si merita ampiamente la classifica che ha raggiunto. Non è stata saltuaria la stagione straordinaria dello scorso anno e la presenza sul filo di lana alle Atp Finals. E' un giocatore maturo che ora ha anche completato il suo staff con una persona di grande competenza senza snaturare il clima che lo circondava". Lo ha detto il presidente della Federazione Italiana tennis e padel, Angelo Binaghi, durante una puntata de 'La Politica nel Pallone' su Rai Gr Parlamento. "Dobbiamo essere anche contenti perché dietro a questi due fenomeni abbiamo due grandi campioni - ha proseguito Binaghi - uno non è potuto partire perché è stato male, ed è Cobolli, e poi c'è Darderi. E' forte - ed è un anno più giovane di Jannik - ha ancora tanto margine per crescere e diventare più forte. Ci sono legittime ambizioni per un futuro ancora migliore". E su Darderi aggiunge: "Adesso serve molto meglio, anche frutto del fatto che gioca sempre in doppio e, quando sei un terraiolo come lui, è un toccasana per migliorare servizio, volée e rapidità. Potrà diventare molto più forte. Non era abituato a giocare match così importanti ma la determinazione è quella giusta, vincente. Anche lui ci darà soddisfazioni grandi in futuro".

Binaghi: "Per battere Sinner uno tra Shelton o Alcaraz"

Angelo Binaghi ha parlato così in merito alla qualificazione di Sinner e Musetti ai quarti di finale degli Australian Open. Il numero 2 e il numero 5 al mondo potrebbero affrontarsi in semifinale, ma prima dovranno affrontare rispettivamente Shelton e Djokovic. "Per cercare di battere Sinner serve un gioco come quello di Shelton o Alcaraz, non certo come quello di Ruud e infatti ho tifato per lui contro lo statunitense che è un giocatore potente e rapido. Ma dall'altra parte c'è la costanza, la determinazione e la sicurezza di Jannik. È un match difficile, ma è il quarto di finale di uno Slam ed è dura trovare sfide facili. E sarà interessante anche quella di Musetti contro Djokovic che rimane un grandissimo giocatore soprattutto negli Slam", ha poi aggiunto il presidente della Federazione Italiana tennis e padel, in merito all'avversario di Sinner.

"Quinto slam a Roma? Servono strutture che non abbiamo"

Per alimentare il sogno del quinto Slam a Roma "servono strutture di un certo tipo, che oggi non abbiamo. Il Governo deve credere in una prospettiva del genere. Col ministro Abodi ne stiamo discutendo, cercando di iniziare a fare uno studio che ci possa far valutare tutti gli aspetti economici, i ritorni e i costi, con un'analisi di fattibilità sulla quale poi ragionare". Lo ha detto il presidente della Federazione Italiana tennis e padel, Angelo Binaghi durante la puntata n.784 de 'La Politica nel Pallone' di Emilio Mancuso su Rai Gr Parlamento. "Avremo un'altra edizione magnifica del torneo di Roma, poi faremo i passi giusti al momento giusto. Ci vuole pazienza, è una cosa difficile ma il tennis italiano ha dimostrato in campo e fuori dal campo di saperci fare - ha aggiunto -. Credo che questo sia un obiettivo legittimo che dobbiamo perseguire finché saremo protagonisti per cercare di soddisfare sempre di più questa passione crescente che divampa dalla Sicilia all'Alto Adige senza sosta e che si nutre di risultati agonistici in campo e di quell'organizzazione e di quegli obiettivi che noi dirigenti dobbiamo cercare di porci e conquistare anno dopo anno", ha concluso Binaghi.

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Binaghi sui crampi di Sinner: "Paura? Ero terrorizzato..."

"Paura per crampi di Sinner contro Spizzirri? Ero terrorizzato, quasi rassegnato, ma Jannik oramai è un giocatore di grande esperienza ed è riuscito a gestire momenti così delicati". Lo ha detto il presidente della Federazione Italiana tennis e padel, Angelo Binaghi, durante una puntata de 'La Politica nel Pallone' su Rai Gr Parlamento. "Il suo avversario nel frattempo si è ricordato di essere 85esimo al mondo e ha fatto degli errori che ci hanno permesso di girare la partita - ha proseguito Binaghi - l'essere nato e vissuto in Alto Adige, con una temperatura media tra le più basse del Paese, è un caso che non giova alla carriera di Sinner. Alcaraz sembra trovarsi più a suo agio con temperature proibitive, credo derivi dal luogo dove sono nati e cresciuti".

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"Questo Slam, quello di Melbourne, è storicamente il più indigesto per i nostri giocatori quindi, visti i risultati, direi che ci siamo: il tennis italiano c'è. E oltre alla conferma continua di Sinner, anche Musetti si merita ampiamente la classifica che ha raggiunto. Non è stata saltuaria la stagione straordinaria dello scorso anno e la presenza sul filo di lana alle Atp Finals. E' un giocatore maturo che ora ha anche completato il suo staff con una persona di grande competenza senza snaturare il clima che lo circondava". Lo ha detto il presidente della Federazione Italiana tennis e padel, Angelo Binaghi, durante una puntata de 'La Politica nel Pallone' su Rai Gr Parlamento. "Dobbiamo essere anche contenti perché dietro a questi due fenomeni abbiamo due grandi campioni - ha proseguito Binaghi - uno non è potuto partire perché è stato male, ed è Cobolli, e poi c'è Darderi. E' forte - ed è un anno più giovane di Jannik - ha ancora tanto margine per crescere e diventare più forte. Ci sono legittime ambizioni per un futuro ancora migliore". E su Darderi aggiunge: "Adesso serve molto meglio, anche frutto del fatto che gioca sempre in doppio e, quando sei un terraiolo come lui, è un toccasana per migliorare servizio, volée e rapidità. Potrà diventare molto più forte. Non era abituato a giocare match così importanti ma la determinazione è quella giusta, vincente. Anche lui ci darà soddisfazioni grandi in futuro".

Binaghi: "Per battere Sinner uno tra Shelton o Alcaraz"

Angelo Binaghi ha parlato così in merito alla qualificazione di Sinner e Musetti ai quarti di finale degli Australian Open. Il numero 2 e il numero 5 al mondo potrebbero affrontarsi in semifinale, ma prima dovranno affrontare rispettivamente Shelton e Djokovic. "Per cercare di battere Sinner serve un gioco come quello di Shelton o Alcaraz, non certo come quello di Ruud e infatti ho tifato per lui contro lo statunitense che è un giocatore potente e rapido. Ma dall'altra parte c'è la costanza, la determinazione e la sicurezza di Jannik. È un match difficile, ma è il quarto di finale di uno Slam ed è dura trovare sfide facili. E sarà interessante anche quella di Musetti contro Djokovic che rimane un grandissimo giocatore soprattutto negli Slam", ha poi aggiunto il presidente della Federazione Italiana tennis e padel, in merito all'avversario di Sinner.

"Quinto slam a Roma? Servono strutture che non abbiamo"

Per alimentare il sogno del quinto Slam a Roma "servono strutture di un certo tipo, che oggi non abbiamo. Il Governo deve credere in una prospettiva del genere. Col ministro Abodi ne stiamo discutendo, cercando di iniziare a fare uno studio che ci possa far valutare tutti gli aspetti economici, i ritorni e i costi, con un'analisi di fattibilità sulla quale poi ragionare". Lo ha detto il presidente della Federazione Italiana tennis e padel, Angelo Binaghi durante la puntata n.784 de 'La Politica nel Pallone' di Emilio Mancuso su Rai Gr Parlamento. "Avremo un'altra edizione magnifica del torneo di Roma, poi faremo i passi giusti al momento giusto. Ci vuole pazienza, è una cosa difficile ma il tennis italiano ha dimostrato in campo e fuori dal campo di saperci fare - ha aggiunto -. Credo che questo sia un obiettivo legittimo che dobbiamo perseguire finché saremo protagonisti per cercare di soddisfare sempre di più questa passione crescente che divampa dalla Sicilia all'Alto Adige senza sosta e che si nutre di risultati agonistici in campo e di quell'organizzazione e di quegli obiettivi che noi dirigenti dobbiamo cercare di porci e conquistare anno dopo anno", ha concluso Binaghi.

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