© EPATutto facile, come acquistare un pacco di carta igienica al supermercato. Confezione da otto rotoli. Supermorbidi, doppio velo. Così sembra, nel filmato che sta facendo il giro del mondo. Meglio che partecipare a una conferenza stampa, "dove mi rivolgono sempre le stesse domande", dice un Sinner in ottima forma. È vero, in parte. Ed è anche vero che i rotoli di carta igienica non fanno domande. Ma la quotidianità piace, ti mostra per quello che sei, ti fa sentire più vicino alla gente comune. Umano tra gli umani. Anche quando ti riprendono che pulisci la tua auto. Guarda, sembra papà quando lava la sua. Ma perché, anche papà ha una Ferrari? Essere famosi è un problema, da sempre. Anche più che non esserlo? Ma una soluzione c’è. Basta dire ai giornalisti di non andare alle conferenze stampa, agli inviti degli sponsor, e di non mandare una telecamera a riprendere i tennisti quando escono dal supermercato, circondati dai bambini che chiedono autografi e magari sperano anche loro un giorno di essere famosi. Silenzio assoluto.
Sinner domina Shapovalov: ritmo e potenza decisivi
Tutto facile, anche ridurre Denis Viktorovich Shapovalov a un kleenex stropicciato. Era sceso in campo tutto carino, il rapper canadese, ne è uscito con i capelli che sembravano pettinati con il frullatore. Ma quella è la specialità di Sinner, la sua arte. Non spettinare gli avversari, non dico questo. Piuttosto, ridurli a una braciola. E mi è piaciuto constatare che Jannik lo sappia ancora fare, perfino con una certa nonchalance… Personalmente non avevo dubbi, ma il nostro veniva da un periodo diverso dal solito, almeno così deve essere parso ai molti che lo seguono con affetto e senza particolari nozioni di tecnica tennistica. Aveva fatto cilecca con Djokovic, poi si era spiaggiato contro Mensik, sempre nel nome di una ricerca dell’imprevedibilità che deve essere di supporto, ma non può cambiare il dna di un tennista nato per affossare gli avversari con il ritmo dei colpi, per disossarli a suon di pallate.
La partita: rimonta e break decisivi di Sinner
Shapo non è più facile degli altri. Però facilita il compito. Perché pensa di poter battere chiunque. E si offre ad avversari che gli sono superiori ritenendo superfluo accedere a qualche piano tattico di riserva, forse perché non ce l’ha o non li ha mai voluti imparare. Poi, quando intuisce che non c’è più niente da fare, cerca il punto a effetto. Ne ottiene uno, solitamente di straordinaria fattura, e ne perde sette. Lì, potete giurarci, il match è finito. Come nel secondo set, quando Sinner, già un break avanti strappato a morsi alla terza palla break del primo game, si è portato 4-2 senza nulla rischiare e ha timbrato un altro break al settimo gioco. Ma prima… Già, prima il match era partito mica bene per Sinner. Break nel gioco d’avvio, primo set. A zero, per giunta. Ed è lì che Jannik ha mostrato di aver ripreso in mano le consuete leve del suo tennis. Arriva subito il contro break, infatti, a zero anche quello. Uno pari, e 3-3 di lì a poco. Fino a quando Shapo, nell’ottavo game, ha concesso tre doppi falli (un’ecatombe, sei doppi nella prima frazione) e due palle break. Cosa che Sinner ha preso come un chiaro invito a stringere i tempi. Di fatto, ha chiuso il primo e si è portato avanti con una raffica di 5 game. Il Sinner di una volta. Un piacere rivederlo… E anche risentirlo, con le sue dichiarazioni che sono sempre le stesse, come le domande dei giornalisti. "Match duro, Shapovalov è giocatore di alta qualità. Sono contento, del mio gioco, di come mi sento, e del fatto di essere stato più aggressivo quando era giusto esserlo. Ho cominciato male, ma ho reagito subito. Il Centrale, così grande, fa sentire l’importanza del torneo. Ma quello che conta è che stiamo lavorando bene, per alzare il livello del mio gioco".
