Sinner domina Lehecka tra pioggia, tattica e numeri
Forse dovrebbero ribattezzarlo “Sinner Double”, gli organizzatori americani. “Sunshine”, il sole da tutti invocato, si sta rivelando un’attribuzione troppo impegnativa, soprattutto per Miami, che da due anni allestisce finali che vengono fermate, spostate, riprese, e di nuovo interrotte per via della pioggia. Quella tra Sinner e Lehecka è durata un’ora e 33 minuti, sparsi in 4 ore e mezza tra l’attesa del via e lo stop (un’ora e mezzo) dopo i primi tre “quindici” del secondo set. Il ceco l’ha giocata all’impazzata, tra continue forzature e assalti all’arma bianca verso la rete. Bravo, e anche coraggioso. Ma con un dritto che obbligava talvolta a recuperare la pallina su Ocean Drive, e il solito problema della ripetitività da catena di montaggio. Deciso a tentare la strada del serve and volley, Lehecka ha ripetuto lo schema di continuo, dando modo a Sinner di attivare le contromosse. Il merito del ceco è stato quello di restare vicino nel punteggio, ma dopo un primo set risolto per le vie brevi, con un break nel terzo game (il primo subito da Lehecka nel torneo), nel secondo Sinner ha condotto due volte 15-40 sul servizio del ceco, trovando il secondo break nel nono game, in tempo per evitare il tie break. Soddisfazione contenuta, quella di Sinner, ma ugualmente grande. Senza concedersi a gesti esagerati, si vedeva da come gli brillavano gli occhi. «Sono felice di tornare a casa con due trofei. Non me lo aspettavo, sono sincero. Montecarlo? Vediamo come mi sentirò, ma ora sto bene. Allo stop per la pioggia mi sono aiutato con la musica. Sul campo, ho chiesto aiuto al servizio». Altri dieci ace con un mirabolante 92% di prime palle tradotte in punti. Un’arma che negli ultimi mesi ha cambiato il suo gioco. Ma non l’ha sottratto all’agguato del suo team, che l’attendeva a fine match per inzupparlo di champagne.
Ranking ATP e sfida con Alcaraz: Sinner verso il numero uno
L’ultimo padrone del cemento americano era stato Federer, nel 2017. Era la terza volta che Sua Eternità portava a casa i primi due 1000 della stagione, aveva 35 anni ed era ancora un miracolo di tennista. Sinner vi giunge nell’età in cui Federer confezionò il primo, e forse questo rende il paragone più accettabile agli appassionati che non amano che si faccia il nome di Federer invano. Il tempo è dalla parte di Jannik, e il record può assumere sostanza negli anni che verranno. Ora i successi di Sinner ammontano a 26, quanti quelli firmati da Alcaraz. La sfida continua… Ma il primo posto è vicino. Mille e 190 punti, che al via di Montecarlo (Alcaraz ne restituirà 1000) diventeranno 190. Basterà (dovrei metterlo tra virgolette, dato che facile non è) vincere il torneo per tornare numero Uno. O giungere in finale se Alcaraz verrà sconfitto in semifinale. O in semi se lo spagnolo cadrà nei quarti. A Sinner la scelta…
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