Una lezione, anche di amicizia

Si allunga l’onda vincente di Jannik che conquista quest’anno il 3° Masters 1000 di fila battendo Carlos in due set, nonostante un servizio che non lo aiuta mai. Con la prima vittoria nel Principato torna in cima al mondo, sorpassando l’asso spagnolo

Se siete allergici alla retorica, ed è lecito esserlo, girate pagina, perché nelle prossime righe ce ne sarà traccia. Sinner e Alcaraz non hanno giocato una bellissima finale, vittime di un vento che ha alterato la perfezione ormai millimetrica del loro tennis. Ma dopo hanno offerto uno spettacolo meraviglioso. Carlos ha sorriso abbracciando l’avversario, che gli ha appena strappato un trofeo e il numero uno in classifica, gli ha fatto l’elenco delle superfici su cui ha vinto e con una pacca sulla schiena gli ha detto: «Ben giocata». Jannik ha ricambiato l’affetto e con altrettanta sincerità ha detto: «È sempre un piacere». Sono seguiti elogi a microfono aperto e, anche quelli, visibilmente sinceri.

La rivalità tra Sinner e Alcaraz: rispetto e livello altissimo

Jannik e Carlos sono il numero uno e il numero due del mondo, giocano a un livello che distanzia in modo piuttosto clamoroso il povero Zverev (che è il 3) e potrebbero accendere una rivalità acerrima e accanita, vivendo ogni sfida come un duello, nutrendo un’animosità proporzionale alla posta in gioco. Invece si stimano e non lo nascondono. Vogliono fortissimamente battersi e si apprezzano, si studiano anche, per rubarsi colpi e idee, o anche solo per ispirazione. E quando perdono si inchinano alla bravura dell’altro, non riuscendo a trattenere l’ammirazione che prevale sempre sulla delusione per la sconfitta.

 

 

 

Il valore dell’amicizia nello sport: la lezione di Sinner e Alcaraz

In tempi in cui l’arroganza si spreca, spesso per mediocri orizzonti, la lezione di amicizia di Jannik e Carlos è dirompente. Perché dimostra come l’odio sia un carburante tutto sommato scarso se vuoi andare lontano: l’amicizia e il riconoscimento del talento altrui, invece, sono una benzina molto più performante per diventare numeri uno. Tutti i grandi rivali dello sport si sono stimolati reciprocamente, spingendosi oltre i propri limiti, Jannik e Carlos lo fanno sorridendo, invece di digrignare i denti.

 

 

E considerato che, dal numero tre in giù, per batterli devono sperare in una loro giornata stortissima, funziona bene questa cosa di prenderla più “chill”, come dicono i loro coetanei. E forse è proprio la lezione di una generazione che cerca disperatamente di mandare messaggi al mondo, rimanendo inascoltata.

Segui tutto il tennis LIVE sul nostro sito

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Tennis