Lassù, dove l’aria è più fine, Sascha non c’è mai stato. Nel 2022, quando per la prima volta agganciò il secondo gradino del podio, poco più in alto di lui, 900 punti appena, c’era Daniil Medvedev. Vi tornò nel 2024, il 9 settembre, e si era già nell’Era Sinner, per giunta con un distacco di oltre 4000 punti. E l’ultima volta, nel 2025, il 5 maggio, Sinner era ancora lì. Alexander Zverev è nato per sentirsi numero uno e non lo è mai stato. Per quanto non ne sia felice, ha avuto il tempo per farsene una ragione. Ha visto sfilargli davanti quelli della vecchia generazione, poi gli insospettabili, i campioni bambini, Sinner e Alcaraz, e lui non è tipo da nascondersi dietro un dito. “Hanno un’altra marcia, hanno cambiato la storia del tennis, picchiano duro, obbligano tutti a fare qualcosa in più”. Anche lui, costretto a cercare la fiducia in ambiti più angusti, maggiormente popolati da dubbi, di volta in volta rinfrescati dalle scoppole che Jannik e Carlitos, a turno, gli hanno rifilato. Otto vittorie consecutive di Sinner, per dire, che non batte dagli US Open 2023 e da cinque confronti non riesce a portargli via nemmeno un set (tre nel 2026). Eppure, la fiducia, quasi sempre, è una questione geometrica e tridimensionale. La puoi trovare dove meno te lo aspetti, anche nelle cose disposte sempre in un certo modo, che diventano punti di riferimenti e danno la sensazione che tutto sia a posto. E Madrid ha finito per dare a Sascha quello che andava cercando. È il suo torneo, già vinto due volte (2018 su Thiem e 2021 su Berrettini, con la finale del 2022 persa contro Alcaraz), e quest’anno l’ha cavalcato fino in fondo, con la sensazione di essere di nuovo “almeno” il numero due.
"Con Sinner e Alcaraz match mai uguali"
In un tennis privo di Djokovic e di Alcaraz, Zverev stavolta non si è perso per strada. Semifinale a Indian Wells, a Miami, a Montecarlo, ma a Madrid eccolo in finale. Resta un problema, e di nome fa Jannik Sinner. Il tennista che l’ha battuto nelle tre semifinali Masters dell’anno e oggi ritrova nell’atto conclusivo della Caja Magica. “So già che ho una sola chance per vincere l’incontro, quella di giocare il mio tennis migliore, da cima a fondo. Posso farlo, ho battuto giocatori giovani e freschi, come Cobolli e Blockx, e il servizio mi ha aiutato moltissimo, ma è la mia unica possibilità e dipende da me, perché Sinner sta dimostrando giorno per giorno di essere quasi imbattibile. È il Numero Uno, e in questo momento è il più forte fra tutti”. Gli chiedono anche se abbia mai pensato di chiedere aiuto all’Intelligenza Artificiale, per venire a capo della sfida. “Le statistiche le guardiamo tutti”, la risposta, “ma il tennis non è solo nei numeri, è anche nella sensibilità con cui si affrontano partite e avversari. Con Jannik e Carlos i match non sono mai uguali, loro ne cambiano spesso il tracciato. Occorre adeguarsi, capire per tempo le loro intenzioni. È tutto molto più complicato e non credo che l’AI possa dare risposte adeguate”.
L'incognita Foro Italico
Sinner si prepara tra cene con gli amici e lunghe dormite. Venerdì sera, dopo aver tritato Fils, è andato a cena con Jude Bellingham, fantasista del Real Madrid. “Giocatore straordinario. Ci siamo conosciuti all’inizio del torneo, al Bernabeu del tennis. Abbiamo giocato anche un doppio assieme”. Contro Nadal e Courtois, portiere del Real. “È al vertice da anni, ma possiede un’umiltà particolare, che gli fa onore”, completa il quadro Jannik. La questione “riposo” invece, riguarda la lunga serie di tornei giocati, ancora in corso, e da giocare. Un autentico Tour de Force, con tanti trofei da vincere, innumerevoli record da migliorare – il quinto Masters 1000 consecutivo, la nomina a Career Golden Masters se dovesse vincere Madrid e poi anche Roma, e quella di Career Grand Slammer appesa all’eventuale trionfo parigino – ma anche qualche dubbio cui dare risposta. Sinner sta bene, ma è lui il primo a confessare che la buona prova contro Fils nasce da una “sontuosa” dormita notturna, che l’ha rimesso al mondo. Vedremo oggi se il riposo sarà stato sufficiente per disporlo al meglio contro Zverev. C’è chi teme che, in vista del Roland Garros, Sinner possa sacrificare il Foro Italico. Difficile… Per gli sponsor, da un lato, e per il pubblico, “che dà la carica come nessun altro”. Anche se poi aggiunge: “Prima però, vediamo come andrà questa finale”.
