Paolo Bertolucci commentatore: carriera e aneddoti in TV
Quanto la diverte questo ruolo da commentatore che la vede spalla tecnica nelle telecronache di Sky? «Ho iniziato parecchi anni fa. Mario Giobbe alla radio mi disse “Paolo, tu dovrai per forza prendere un microfono quando smetterai”. Fu in realtà Darwin Pastorin, grande giornalista che lavorò anche con voi. Circa 30 anni fa venni invitato al Viareggio, torneo giovanile di calcio. Lì a tavolo conobbi Darwin. A un certo punto mi disse “Paolo, ma tu hai mai commentato in tv il tennis?” Risposi che mi era capitato sporadicamente. Allora mi chiese di andare a Stream, la tv di cui era diventato direttore, per provare a commentare un match. Andai a Roma per un provino, davanti a me una gara giocata in passato e dopo il commento di un game mi sento toccare sulla palla: “per me sei ok, preso”. Da quel momento cominciai la carriera, temevo che mi stessero bocciando subito, dopo appena qualche scambio. Ebbi la fortuna di seguire il periodo d’oro più bello del tennis mondiale: Federer, Nadal e Djokovic. Cosa volere di più dalla vita? E così ora, che pensavo fosse arrivato il momento di lasciare e alzare bandiera bianca ecco che arriva Sinner. E allora no, voglio divertirmi ancora un po’».
