Sinner, il mistero del crollo: al JMedical per scoprire cosa gli è successo davvero

Deciso a comprendere le cause dell’improvviso calo fisico che ha avuto a Roland Garros. In ballo la salute e future certezze in campo

TORINO - Una questione di salute, in primis. Poi, in seconda battuta, una questione di tennis. Che, evidentemente non può prescindere dalla prima. Jannik Sinner al JMedical di Torino per spazzare ogni dubbio sulla condizione del suo corpo. Perché solo così la mente potrà tornare a essere quella di prima. Prima del crollo tanto improvviso quanto vertiginoso contro Cerundolo junior al Roland Garros. L’argentino, sotto di due set e a un game dalla capitolazione definitiva nel terzo, ha pescato il gratta e vinci da 1 milione di euro dopo averne giocato uno: Sinner che perde energia e lucidità ed è costretto a cedere al quinto! Alla fine Sinner così come non ha cercato scuse e scorciatoie in campo ha spiegato a parole che il caldo non era stata la causa del problema. Si era svegliato già senza energie al mattino dopo aver dormito non benissimo per poi patire di colpo questo black out di forze.

Il crollo fisico e mentale: le ipotesi sul caso Sinner

Ma perché è successo? Questa è la domanda che è frullata nella testa: prima a Parigi, poi a Montecarlo e quindi nel viaggio che lo ha portato sotto la Mole. Qui effettuerà tutta una serie di esami e test utili per appurare la natura del problema insorto in maniera repentina e non gestibile. Nel racconto che Sinner farà allo staff medico deputato a gestire il suo caso, ricorderà anche il fatto accadutogli poche settimane prima a Roma, agli Internazionali d’Italia, quando ha dovuto affrontare una crisi che pareva di respirazione quando la temperatura era simil autunnale nel match contro Medvedev.

Dunque pare da scartare come ha fatto Jannik stesso il calore di Parigi come causa scatenante della defaillance che l’ha colpito: peraltro ha iniziato a star male dopo nemmeno due ore di gioco. In molti hanno avanzato come ragioni principali, quelle riconducibili all’aspetto mentale: dunque uno stress dovuto al numero incredibile di partite e tornei vinti di fila (cinque Masters 1000, mai nessuno prima), capace di mandare in tilt il sistema nervoso. Ovviamente i medici proveranno a indagare a trecentossessanta gradi per capire quale strada intraprendere per arrivare alla verità.

Il fattore mentale e la pressione del numero 1 al mondo

Una cosa è certa. Sinner dovrà lasciare la città in cui ha vinto le ultime due edizioni delle Atp Final con una certezza: aver capito la natura del male che lo ha messo in ginocchio. Impossibile altrimenti rivederlo in campo sereno e forte come prima qualora non si trovasse nella condizione di spazzare ogni tipo di dubbio. Certo, è il numero 1 al mondo, per cui si è abituato a gestire pressione e tensioni a livelli massimi ma un conto è il potere, che come diceva Andreotti - “logora chi non ce l’ha” - un conto e la mega attenzione mediatica continua.

Che sia una persona sensibile lo si sa, solo gli stolti possono leggere male e superficialmente la sua riservatezza che lo porta a esser misurato e poco latino nelle esternazioni verbali e gestuali. Il problema, forse, è più semplice di ciò che si possa immaginare: ha solo 24 anni. Un’età in cui le certezze caratteriali, mediamente, sono lontane anni luce. Sinner vince tantissimo, ha creato intorno a sé un’azienda che fattura e gestisce decine di milioni di euro e pure questo è un bel fardello da sopportare sulle spalle. Al J Medical proveranno prima a capire se esiste un problema oggettivo fisico. Così non fosse, Jan dovrà inevitabilmente abbassare i giri del motore. Provando a far tornare in piacere ciò che inconsapevolmente si è trasformato in dovere.

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