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L’Ucraina è troppo forte: Grant e Paolini vanno ko

Garbin: "Un risultato che non cancella gli straordinari traguardi raggiunti da questo gruppo". Jas: "Comunque un buon torneo"

Gianluca StrocchiGianluca Strocchi

Pubblicato il 27.09.2026, 06:15

4 min

Le imprese nello sport sono tali proprio perché qualcosa fuori dall’ordinario. Dopo due trionfi consecutivi (preceduti da una finale nell’edizione 2023) l’Italtennis in rosa non riesce a ribaltare per l’ennesima volta il pronostico, facendo leva su coraggio, spirito di sacrificio e superamento dei propri limiti, e deve salutare la Billie Jean King Cup in semifinale: a festeggiare alla Shenzhen Bay Sports Centre Arena è l’Ucraina, che a distanza di 12 mesi si prende un’agognata rivincita sul team tricolore e raggiunge una storica prima finale in questa competizione. Dove oggi sfida la Repubblica Ceca (alle 11, SuperTennis Tv) di Noskova e Muchova, a caccia del 12° sigillo. Contro la n.3 del ranking per nazioni serviva tantissima energia, come aveva ricordato Tathiana Garbin, magari auspicando in cuor suo che le sue ragazze riuscissero a sfoggiare quei “super poteri” che hanno spesso accompagnato il loro percorso in maglia azzurra. Così non è stato, però, anche per merito della formazione capitanata da Illya Marchenko, capace di chiudere il discorso dopo i singolari grazie alle prove inappuntabili di Anhelina Kalinina (in grado di non far rimpiangere l’assenza di Marta Kostyuk) ed Elina Svitolina. Ha anche provato a sparigliare le carte la “capitana coraggiosa” puntando sulla carica e spensieratezza della debuttante Tyra Caterina Grant (a 18 anni e sei mesi terza italiana più giovane ad esordire in singolare), preferita a un’Elisabetta Cocciaretto non al meglio. Tuttavia ha fatto valere la sua maggior esperienza la 29enne di Nova Kakhovka (n.48 Wta), finalista a Roma 2023, limitando gli errori e contenendo i tentativi di rimonta della teen ager (n.150), fino ad imporsi 6-3 6-4 così da cogliere la quinta affermazione in altrettanti incontri in Billie Jean King Cup. Si è invece interrotta a quota 10 la striscia di successi di fila in nazionale di Jasmine Paolini, sotto tono dopo le fatiche con la Cina: 6-2 6-2 il punteggio in favore della 32enne di Odessa, n.7 del mondo, determinata come non mai a cancellare la rimonta subita dalla toscana un anno fa.

Le parole di Paolini, Garbin e Grant

«È stata una partita dura – ammette Jas – e lei ha giocato molto bene. Il rammarico è non essere riuscita a rimanere un po’ più attaccata nel punteggio. Purtroppo non si può sempre vincere, ma per noi è stato un buon torneo. Negli ultimi tre mesi ho giocato molto poco, ma fisicamente stiamo andando nella direzione giusta e avrò bisogno di più partite per crescere». L’orgoglio prevale sulla delusione nell’analisi di Tathiana Garbin. «Questo risultato non cancella gli straordinari traguardi raggiunti da questo gruppo – sottolinea la capitana - Sono davvero fiera di queste ragazze che hanno sempre risposto con entusiasmo e atteggiamento esemplare alla chiamata della nazionale. L’Ucraina ha giocatrici fortissime, che hanno onorato la loro bandiera esprimendo un ottimo tennis. Jasmine era un po’ stanca, Tyra è scesa in campo per la prima volta e c’è sempre tensione: ho fiducia in lei e l’ho scelta nonostante avesse un’avversaria di alto livello». Grant, lo scorso anno nel quintetto di convocate ma rimasta a guardare, si dice pronta a far tesoro di quest’esperienza: «Ho commesso troppi errori, però sono contenta per questa opportunità. Era uno step importante per la mia crescita, qualcosa che porterò per il futuro. Spero sia la prima di tante partite con l’Italia». Come dire, c’è ancora un domani, per chi sogna nuove imprese tinte di tricolore.

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